Cina, assemblea del Popolo 2016: al centro del dibattito economia e spese militari

Security guards and entrance after the opening session of the Fourth Session of the 12th National Committee of the Chinese People's Political Consultative Conference (CPPCC) at the Great Hall of the People in Beijing on March 3, 2016. AFP PHOTO / JOHANNES EISELE / AFP / JOHANNES EISELE        (Photo credit should read JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Il 5 marzo prossimo avrà luogo l'appuntamento politico più importante dell'anno per la Repubblica Popolare Cinese: l’Assemblea nazionale del popolo. Questa sarà preceduta Conferenza politica consultiva del popolo, che apre oggi i battenti e a cui partecipano minoranze etniche, ma anche star dello sport e del cinema. I due eventi vengono definiti lianghui (doppia assemblea).

L'Assemblea è il momento cruciale, e quest'anno in particolar modo. Per prendervi parte sono già giunti cinquemila rappresentanti governativi da tutta la Cina. Saranno poste in discussione le scelte del governo e la ratifica del budget. Tutto, ovviamente, si svolgerà rigorosamente a porte chiuse. L'obiettivo ideale del consesso è quello di arrivare alla "società moderatamente prospera" entro il 2020.

Il primo ministro cinese, Li Keqiang, terrà un discorso introduttivo sulle aspettative economiche del 2016. Sono attesi le previsioni sul tasso di crescita e sulle spese destinate all'Esercito.

Per quanto riguarda il primo tema, la Cina, dopo una grande espansione, ha fatto dei passi indietro. La difficile congiuntura internazionale e il passaggio da un'economia di produzione ad una di servizi hanno lasciato il segno. A ciò si aggiunge l'aumento di debito pubblico e la fuga di capitali, tanto che l'agenzia di rating Moody's ha rivisto a ribasso l’outlook. Il tasso di crescita del pil relativo al 2015 è del 6,9%, il più basso degli ultimi 25 anni. E si prevede che verrà fissato al 6,5-7% nel 2016.

In alcuni settori, c'è sicuramente un problema sovrapproduzione in questo momento. Per questa ragione potrebbero essere tagliati 1,8 milioni di posti di lavoro entro il prossimo anno.

Secondo gli analisti, le spese militari dovrebbero sensibilmente aumentare. Pechino, nonostante abbia appoggiato le sanzioni alla Corea del Nord, è preoccupata di un certo interventismo Usa nella regione. C'è poi la questione delle isole contese, che ha provocato non poche frizioni con gli altri paesi asiatici interessati e con Washington.

Infine, ci sarà massima attenzione sull'atteggiamento che il presidente Xi Jinping terrà con i funzionari. Soprattutto in vista del congresso del Partito Comunista della Cina. In quell'occasione 5 membri su 7 del Comitato permanente dovranno essere sostituiti per sopraggiunto limite di età.

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