D'Alema contro Renzi: "Senza centrosinistra andranno al governo Grillo o la destra"

Massimo D'Alema

Dopo il "patto" con Verdini sulle unioni civili e la bassa partecipazione alle primarie, Massimo D'Alema ritorna ad esternare. L'ex premier e segretario dei Ds ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera ad Aldo Cazzullo, in cui ha attaccato nuovamente la gestione di Matteo Renzi del Partito Democratico.

D'Alema è appena tornato dall'Iran, ma ci va subito già pesante: "il Pd versa in una condizione gravissima, e la classe dirigente reagisce insultando e calunniando con metodi staliniani". Si mostra deluso da come sia stata gestita la questione delle primarie a Roma, e non esclude la candidatura dell'ex ministro Massimo Bray, in alternativa a quella di Giachetti: "Non so ancora chi siano i candidati. Li valuterò liberamente da cittadino romano. Non so cosa farà Bray. Certo non ho il minimo dubbio che la sua candidatura sarebbe quella di maggior prestigio per la Capitale; mentre qui pare tutto un giochino interno al Pd".

Per quanto concerne Napoli, invece, l'ex premier lascia intendere che le primarie andrebbero annullate dopo le irregolarità emerse: "Bassolino denuncia un mercimonio. Produce video che lo provano. E il presidente del partito, con il vicesegretario, rispondono che il ricorso è respinto perché in ritardo? Ma qui siamo oltre l’arroganza. Siamo alla stupidità". E su Milano l'analisi non è meno tenera. La candidatura di Sala, secondo l'esponente di minoranza dem., denota ancora una volta la volontà di distruggere il centrosinistra: "il punto vero è che il Pd non ce la fa più a tenere insieme il campo di forze del centrosinistra. E dubito che riuscirà a compensare le masse di voti perse a sinistra alleandosi con il mondo berlusconiano: non solo Alfano,Verdini, Bondi, ma anche Mediaset e uomini di Cl".

D'Alema, poi, sconfessa Renzi sui dati economici, quelli sulla crescita sarebbero oggettivamente modesti. E mentre non si mettono in campo politiche sociali adeguate gli elettori e gli esponenti della sinistra sarebbero sempre più esasperati. Tanto che alla fine "nessuno può escludere che qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito".

In conclusione, Renzi non avrebbe a cuore nessun progetto di partito. Il suo unico obiettivo sarebbe quello di chiudere definitivamente l'esperienza del centrosinistra, appoggiandosi agli ex del Pdl. Ma questo calcolo, per D'Alema, è estremamente miope: "secondo me, una volta lacerato il centrosinistra, non viene il partito della Nazione; viene il populista Grillo. O viene la destra. Perché il ceto politico berlusconiano che oggi si riunisce attorno a Renzi non gli porterà i voti di Berlusconi".

Intanto la minoranza del Pd continua a chiedere un congresso, sicura del fatto che il rottamatore non può continuare ad essere leader di partito e presidente del Consiglio. Ma, per parte sua, Renzi e Orfini non ne vogliono sapere. Insomma, non ci sarà nessuna mediazione possibile con l'ex sindaco di Firenze, che in direzione ha un consenso incontrastato.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO