La Sueddeutsche Zeitung contro l'Italia: "uno stivale che puzza"

Chi ci segue con una certa assiduità saprà certamente che su questo sito diamo volentieri spazio al punto di vista della stampa estera sull'Italia. Anche (ma forse sarebbe meglio dire soprattutto) quando vengono espressi giudizi critici e severi nei contronti della piega che il nostro paese sta prendendo negli ultimi anni.

A volte, però, anche la stampa estera scade nel cattivo gusto: è questo il caso della copertina del settimanale della Sueddeutsche Zeitung, che trovate riprodotta qui sopra: accanto alla foto di una sgualcita calzatura a forma di penisola, il titolo "Der Stinkstiefel", espressione ambigua che è traducibile letteralmente come "lo stivale che puzza", ma che significa pressapoco "il guastafeste".

Il sottotitolo è eloquente: "In questo momento in Italia tutto quello che può andare storto va storto. Che cosa succede al nostro paese preferito?"

La diagnosi di Alexander Stille sullo stato del nostro paese che si trova all'interno del settimanale è, peraltro, in gran parte condivisibile:

Un paese paralizzato e profondamente frustrato, nelle mani di pochi gruppi di interesse, e in una situazione per cui non e' né in grado né disposto a cambiare qualcosa. Un paese dove la popolazione e' fondamentalmente disgustata dalla classe politica e per questo vota un uomo che per lo meno non nasconde di voler fare innanzitutto i propri interessi

Peccato che il buon Stille incorra anche in gravi inesattezze nel raccontare la storia recente del nostro paese, quando afferma che "da 14 anni, l’Italia è stata quasi ininterrottamente governata da un capriccioso miliardario con 17 procedimenti penali sulle spalle". In realtà, dal 1995 ad oggi, Berlusconi ha governato nel periodo 2001-2006 e dal maggio 2008 ad oggi, per un totale di neanche 6 anni su 14.

Ma ciò che ferisce di più, al di là di questa scarsa precisione, è quella copertina, che colpisce uno dei simboli più cari ad ogni cittadino che ama il suo paese: il perimetro dei confini nazionali, nel nostro caso, il famoso stivale. D'altra parte, non è certo la prima volta che la stampa tedesca sforna copertine provocatorie e offensive di questo tipo, basti pensare alla celeberrima P-38 nel piatto di spaghetti dello "Spiegel".

Cari amici della stampa tedesca, questa volta avete proprio perso una buona occasione per contare fino a 10, prima di pubblicare. Le critiche infatti, per poter essere ascoltate, devono essere anche accompagnate da una buona dose di rispetto.

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