Brasile, Dilma Rousseff contro tutti: "Governo illegittimo"

55 senatori hanno votato a favore dell'impeachment (ne sarebbero bastati 41).

14 maggio 2016, ore 09:42 - Il governo ad interim guidato da Michel Temer "è illegittimo e ha un problema di rappresentatività": sono le prime dichiarazioni pubbliche della oramai ex presidente del Brasile Dilma Rousseff, contro la quale il Senato ha votato due giorni fa l'impeachment sospendendola dalla carica per almeno sei mesi.

La Rousseff ha definito "traditore" Temer, suo vice, e ha denunciato che "è un governo illegittimo, che ha bisogno di meccanismi illegittimi per mantenersi" al potere. In una conferenza stampa ha sottolineato, un po' pretestuosamente, la completa assenza di donne nel nuovo esecutivo.

16.40 - La Presidentessa del Brasile Dilma Rousseff, di fatto sospesa dall’incarico per i prossimi 180 giorni, ha parlato alla nazione in diretta TV e definitivo l’approvazione dell'impeachment una “farsa” e un “golpe”, sottolineando come il suo governo sia stato vittima di un sabotaggio.

Rousseff ha ammesso di aver fatto degli errori, ma di non aver commesso alcun crimine:

Non ho violato alcuna legge relativa al bilancio.

Poco prima, su Facebook, aveva già parlato di golpe e, citando il ministro José Eduardo Cardozo dell'avvocatura generale, aveva scritto:

Senza riuscire a definire il crimine commesso, il Senato federale ha deciso di allontanare la presidentessa Dilma e di proseguire con l'impeachment. Si stanno usando pretesti legali per sollevare dal potere una presidente legittimamente eletta in un'ingiustizia storica.

Il vice-presidente Michel Temer assumerà l’incarico per tutta la durata del processo, che potrà durare fino a 180 giorni.

Giovedì 12 maggio 2016 - Secondo quanto riportato dal sito web del quotidiano Globo, il Senato del Brasile ha approvato, con 55 voti a favore e 22 contro, la procedura di impeachment che prevede la sospensione di 180 giorni della presidente Dilma Rousseff.

Annullato il voto di impeachment

Lunedì 9 maggio 2016 - Il presidente ad interim della Camera Brasiliana ha annullato per vizio di forma il voto dello scorso 17 aprile.

La Camera approva l'impeachment

Sabato 23 aprile 2016 - Parlando con la stampa a New York, dove si trova per la ratifica degli accordi di Parigi sul clima, il Presidente brasiliano Dilma Rousseff ha dichiarato che se sarà avviato l'impeachment contro di lei e sarà rimossa dalla presidenza, chiederà al Mercosur di sospendere il Brasile.

"Mi appellerò alla clausola della democrazia se vi sarà una violazione di quello che considero un processo democratico"

ha detto Rousseff dichiarando di essere vittima di un "golpe parlamentare".

Lunedì 18 aprile 2016 - La Camera dei Deputati brasiliana ha approvato l’apertura di un procedimento di impeachment contro la Presidente Dilma Rousseff. Ancor prima del raggiungimento del quorum (fissato a 342 voti), quando già i sì erano arrivati a 304 contro 107 no, il governo ha ammesso la sconfitta, poi, quando è stato raggiunto il quorum, nella Camera è esplosa la gioia dei deputati di opposizione e anche per le strade, davanti ai maxi schermi allestiti per l’occasione, ci sono state manifestazioni di giubilo come se il Brasile avesse vinto una partita di calcio molto importante.

Ora il procedimento deve passare al vaglio del Senato dove il Presidente Renan Calheiros deve istituire una commissione ad hoc con il compito di decidere se accogliere o no la proposta, se sceglie di procedere si vota l’impeachment in Senato, dopodiché Rousseff avrà 180 giorni per difendersi davanti ai giudici della Corte Costituzionale. Ricordiamo che l’incarico di Dilma Rousseff scade nel 2018.

Brasile, la discussione dell'impeachment


19:28 - È iniziata al Senato di Brasilia la riunione per decidere in merito alla procedura di impeachment per la presidente Dilma Rousseff. La seduta è stata aperta dal presidente del Parlamento Eduardo Cunha, uno degli oppositori più accesi al presidente e uno dei politici che più spingono verso l'impeachment.

Domenica 17 aprile, ore 12:07 - Inizia alle 14 del Brasile (le 19 italiane) la seduta del Parlamento di Brasilia che voterà per l’impeachment della presidente Dilma Rousseff. La presidente rieletta alla fine del 2014 con il 51,6% dei voti è in bilico per la crisi economica che sta attraversando il più popoloso Paese del Sud America, ma soprattutto per gli scandali di corruzione che la coinvolgono insieme all’ex presidente Lula Da Silva.

A pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio, Rousseff deve quindi affrontare una procedura di impeachment al termine del quale potrebbe essere destituita: 513 i deputati che voteranno, a chiamata singola. L’esito resta incerto e i due fronti (pro e contro l’impeachment) sono convinti di avere i numeri per poter avere la meglio. Con 342 voti contro (due terzi degli eletti) Rousseff sarebbe fuori dai giochi.

Intanto nelle piazze delle principali città del Paese crescono le tensioni e quest’oggi si svolgeranno molte manifestazioni sia pro che contro l’attuale presidente.

Ieri Dilma Rousseff ha lanciato un ultimo appello video nel quale ha accusato gli avversari di voler mettere in atto un “golpe” istituzionale antidemocratico visto che non ci sarebbero contro di lei i requisiti per avviare un procedimento di impeachment.

Venerdì 15 aprile 2016, ore 09:56 - La Corte Suprema brasiliana ha respinto il ricorso del governo contro la procedura di impeachment nei confronti della presidente Dilma Rousseff, accusata di aver nascosto la reale entità del deficit durante la campagna elettorale 2014.

Il ricorso è stato presentato dal procuratore generale brasiliano José Eduardo Cardozo, che chiedeva un equo trattamento per la Rousseff, i supremi giudici hanno ritenuto che il capo di Stato abbia avuto l'opportunità di preparare la sua difesa. I passaggi che seguiranno sono e resteranno quindi parlamentari: se questo finesettimana i due terzi dei deputati voteranno a favore della procedura di impeachment, e il Senato farà poi altrettanto con maggioranza semplice, Rousseff sarà sospesa per 180 giorni e non potrà inaugurare i giochi olimpici di Rio.

12 aprile 2016, ore 10:50 - Sarà una settimana decisiva per il futuro politico della presidente del Brasile, Dilma Rousseff, dopo che ieri la commissione speciale formata da 65 deputati ha deciso per 38 voti a favore e 27 contro di far proseguire il processo d'impeachment nei suoi confronti. Al centro dello scandalo ci sono le presunte corruttele per le quali quali entro domenica la Camera dovrà stabilire in assemblea plenaria, a maggioranza di due terzi, se Dilma vada giudicata ed eventualmente condannata per aver violato la legge di responsabilità fiscale.

Successivamente la palla passerà al Senato, ma nel frattempo le funzioni da presidente di Rousseff potrebbero essere sospese.

La discussione in Commissione di questa notte è stata accesissima e dai toni durissimi, sia per i sostenitori che tra i detrattori della Rousseff: l'avvocato generale dello Stato José Eduardo Cardozo, ha preso la parola per svolgere l'ultima difesa verbale della presidente. "La storia non perdona la violenza contro le democrazie", ha detto prima di essere bruscamente interrotto da rappresentanti delle opposizioni al governo. Secondo i sondaggi il grosso della popolazione sembra essere favorevole alla messa in stato di accusa di Dilma (61%) e del vicepresidente Michel Temer (58%).

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