Migranti, la proposta italiana all’UE per limitare i flussi migratori

governo renzi rischia di cadere

La dimensione esterna della politica migratoria assume oggi un ruolo fondamentale anche in rapporto alla tenuta di Schengen e al principio di libera circolazione. […] Le proposte della Commissione Ue che l'Italia appoggia con convinzione di istituire una Guardia di Frontiera e costiera europea e le comunicazioni 'Back to Schengen' e sulla riforma di Dublino potranno dare risultati concreti solo se parallelamente la gestione dei flussi migratori passerà dalla fase dell'emergenza a quella di una più ordinata e strategica gestione. Da questa prospettiva appare chiaro come la dimensione esterna della politica migratoria assuma oggi un ruolo fondamentale anche in rapporto alla tenuta di Schengen e al principio di libera circolazione.

É il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a scriverlo nella lettera che ha accompagnato l’articolata proposta italiana all’Europa sulla gestione dei migranti e la limitazione dei flussi migratori. Il cosiddetto “migration compact” è stato inviato ai presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Jean Claude Juncker e Donald Tusk, con quest’ultimo che sembra aver apprezzato la proposta:


La proposta italiana prevede che si riparta dall’accordo siglato tra l’Unione Europea e la Turchia e che si punti a creare un modello di intesa da proporre ai Paesi chiave da cui arriva il maggior numero di migranti, puntando così a limitare le partenze verso l’Europa. Come? É lo stesso Renzi a spiegarlo:

Il nostro non-paper è centrato sull'idea di sviluppare un modello di offerta ai Paesi partner all'interno del quale alle misure proposte da parte Ue (supporto finanziario e operativo rafforzato) corrispondano impegni precisi in termini di efficace controllo delle frontiere, riduzione dei flussi dei migranti, cooperazione in materia di rimpatri/riammissioni, rafforzamento del contrasto al traffico di esseri umani. Molto si può già fare rifocalizzando verso i Paesi prioritari risorse e strumenti esistenti e migliorandone la governance; ma occorre andare oltre prevedendo nuove e innovative fonti di finanziamento utili anche per coprire i costi futuri dell'accordo con la Turchia.

In particolare, sottolinea il premier, sarà necessario finanziare e gestire a livello europeo


1) un piano straordinario di rimpatri
2) supporto legale, logistico, finanziario e infrastrutturale per la gestione dei flussi nei paesi partner anche attraverso uno screening accurato in loco tra rifugiati e migranti economici.

Intanto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha appena reso note le previsioni sui flussi migratori nei prossimi mesi del 2016, stimando che dal Nord Africa arriveranno in Italia oltre 100 mila migranti costretti a cercare una vita migliore in Europa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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