Primarie, proposta di legge dei renziani depositata in Parlamento

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I deputati Pd, di area renziana, Dario Parrini, Edoardo Fanucci, Andrea Marcucci e Franco Mirabelli, hanno depositato una proposta di legge alla Camera sulle primarie. L'idea è quella di lasciarle facoltative. Ma per chi non le organizza ci sono delle penalità: la perdita del 2 per mille e degli sgravi fiscali per le erogazioni liberali. Inoltre, sono previste anche sanzioni per chi non accetta l'esito del voto.

Le polemiche sulle primarie Pd non sono mancate nell'ultimo periodo. Dal caso Liguria a quello di Napoli, sono emerse irregolarità, spaccature, ricorsi. Ora il Pd prova a legiferare in materia, tentando di incentivare la competizione per la nomina dei candidati per tutti i partiti.

La proposta riguarda la selezione dei candidati sindaco, dei governatori di regione e dei leader di partito. Così come riportato da Il Fatto Quotidiano, Parrini spiega che i partiti che non sceglieranno di avvalersi dello strumento potrebbero andare incontro "alla perdita del 2 per mille e degli sgravi fiscali per le erogazioni liberali. Una penalità strong, sono risorse di non poca entità”. Ciascun partito, aggiunge il parlamentare Pd, “deciderà poi se attuare primarie aperte, semi-aperte o chiuse”.

Inoltre, le formazioni politiche che indicono le primarie dovranno versare una cauzione, la cui entità sarà determinata da un collegio di garanti. Nel caso in cui l'esito elettorale non fosse rispettato, la cauzione sarà trattenuta. Nel caso invece in cui fosse uno dei candidati a non accettare il verdetto del voto, allora sarà lo stesso concorrente a versare la metà dell'importo. Una sorta di sanzione “anti-infedeltà”.

Per quanto concerne i costi complessivi, ha dichiarato Fanucci, dovrebbero essere non superiori ai 15 milioni di euro. E aggiunge il deputato: “Abbiamo trovato un fondo. la cui capienza è certificata dalla commissione di bilancio di cui sono vicepresidente che ne garantisce la sostenibilità. Nel medio termine lo strumento potrebbe però autofinanziarsi grazie al meccanismo sanzionatorio”.

La "riforma" non riguarderà il presidente del Consiglio, che secondo il dettato costituzionale viene nominato dal Presidente della Repubblica. La proposta, poi, contempla che il voto avvenga per tutti i partiti nello stesso giorno.

Il ricorso a internet è invece al momento escluso. I deputati renziani si augurano che la legge passi entro il 2017.

Sono già sul piede di guerra le opposizioni. In particolare, il Movimento 5 Stelle, attraverso Danilo Toninelli, fa sapere: "dopo i brogli di Napoli, il Pd vuole imporre le sue primarie per legge e farle pagare agli italiani”.

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