Referendum costituzionale 2016: il vero obiettivo di Renzi

Superato lo scoglio del referendum sulle trivelle, il premier guarda all'appuntamento decisivo di questo autunno.

Il referendum sulle trivelle, dal punto di vista di Matteo Renzi, è filato via liscio: quorum non raggiunto (come prevedibile), qualche incidente di percorso per il bullismo di alcuni sostenitori dell'astensione su Twitter e batosta evitata. Ma quello di ieri era solo il primo di una serie di appuntamenti che il governo e soprattutto Matteo Renzi devono riuscire a superare in scioltezza, per ritrovarsi questo autunno nelle condizioni ideali per continuare una cavalcata che, nelle loro idee, deve proseguire ancora molto a lungo.

Superato il referendum, ora si guarda alle amministrative. E già qui c'è di che preoccuparsi: Napoli, Roma, Torino e adesso anche Milano. Tutte le principali città in cui ci si recherà al voto portano qualche rischio, per via della forza del Movimento 5 Stelle, di sindaci uscenti che evidentemente hanno saputo mantenere il consenso e per via (Milano) della capacità del centrodestra di rialzare la testa quando sembrava tutto finito.

Per il premier, l'obiettivo è riuscire a vincere almeno tre di questi appuntamenti. Impresa facile a Torino, sicuramente a portata di mano a Milano; più complesso il discorso di Roma e Napoli. Ma il calcoli si potranno fare solo il giorno dopo le elezioni amministrative 2016. Quel che è certo, è che dopo la primavera Renzi guarderà dritto dritto a quello che il vero obiettivo, il vero scoglio da superare per immaginare un futuro tutto in deciso: il referendum costituzionale dell'autunno 2016.

Non ci sarà il quorum, in quell'occasione. Basterà che la maggioranza di coloro i quali si recheranno al voto si esprimano a favore della riforma del senato (e delle altre riforme costituzionali votate dal Parlamento) e per Renzi sarà fatta. Il punto è che è stato lo stesso Renzi a trasformarlo in un referendum sulla sua persona, con tutti i rischi che, in un periodo di popolarità declinante, tutto ciò comporta.

Sarà una battaglia di quelle vere, in cui il premier si spenderà in ogni modo e i suoi avversari anche di più. Perché una sconfitta di Renzi in questo appuntamento sarebbe un colpo fatale, tanto che lo stesso Renzi ha messo le mani avanti facendo sapere che "in caso di sconfitta se ne tornerà a casa". Facile a dirsi, visto che sarebbe stato impossibile il contrario: perdere il referendum significherebbe venire sconfessati proprio sulla riforma che è alla base dell'azione stessa di questo governo.

Se invece le cose andranno per il verso giusto, Renzi potrà festeggiare i due anni e mezzo di governo nel migliore dei modi: preparando le elezioni anticipate avendo dalla sua una legge elettorale come l'Italicum, che gli consentirebbe, in caso di vittoria, di mettere in piedi un governo quasi inaffondabile facendo peraltro piazza pulita della minoranza interna al suo partito. I prossimi mesi saranno da vivere in apnea.

Matteo Renzi su attentati Parigi

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