La conversione di Fausto Bertinotti: "In CL ho ritrovato un popolo"

In un'intervista al Corriere della Sera l'ex-leader di Rifondazione Comunista annuncia la sua illuminazione: "Il movimento operaio è morto"

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Fausto Bertinotti, ex leader di Rifondazione Comunista ed ex-Presidente della Camera, noto sempre per le sue argomentate e acute posizioni di sinistra, sostiene di avere, in tempi recenti, messo in discussione le sue posizioni sulla Chiesa e sugli ecclesiasti: ex-marxista "non pentito", la scorsa estate Bertinotti è intervenuto al Meeting di Rimini e in queste settimane ha partecipato in diverse città alla presentazione del libro di Julián Carrón, leader spirituale di Comunione e liberazione e "successore" di don Giussani.

Un legame, quello con Carrón, che ha visto un primo avvicinamento circa tre anni fa, quando i referenti di Cl di Sestri Levante lo contattarono per un dibattito estivo: poi arrivò il Meeting di Rimini "dove ho trovato molto di più e di diverso di quel che mi aspettavo. Anzitutto, il popolo" sostiene Bertinotti, e ancora un libro frutto di una conversazione con don Roberto Donadoni e la prefazione del cardinal Gianfranco Ravasi e, la scorsa settimana, un dibattito con l’arcivescovo di Bologna Matteo Zucchi.

L'avvicinamento di Bertinotti al mondo della Chiesa non è casuale:

"L’incontro è nato nel quadro della crisi di civiltà di cui ho detto, con una economia che spinge sempre più l’acceleratore sulla disumanizzazione del lavoro. Per uscirne serve un dialogo tra diverse fedi. Il problema della politica, se vogliamo vederla da questo versante, è che, distrutte le ideologie si è ritrovata depredata, priva di riferimenti. Il dialogo con chi ha una fede può essere la scintilla che ridà speranza"

afferma l'ex leader comunista al Corriere della Sera. Ma se le parole più gentili e edificanti sono per l'associazionismo cattolico e la Chiesa di Papa Francesco quelle più dure, nell'intervista, sono riservate agli oramai "ex" compagni:

"È il movimento operaio che non si interroga per niente. La distanza tra questi due mondi è drammatica [...] Sì, la sinistra politica è morta. Come istanza di uguaglianza continua a vivere nella cultura e nel sociale. E riaffiora nel campo delle nuove forme di organizzazione comunitaria della società (associazioni, movimenti, autogoverno del lavoro). Qui e là rivedo esperienze che mi ricordano quelle delle società di mutuo soccorso e delle leghe territoriali. Segno che un terreno da coltivare c’è"

Parole che forse si dimostrano vere nel silenzio assoluto con il quale sono state accolte.

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