Papa Francesco chiede perdono ai migranti

ore 19.46 - Papa Francesco è stato nuovamente attaccato da Matteo Salvini che già negli scorsi giorni aveva usato parole dure contro il pontefice dopo che questi aveva accolto alcune famiglie siriane in Vaticano. Quest’oggi dopo che Bergoglio ha chiesto perdono ai migranti, il leader leghista ha rincarato la dose:

“Il Papa dice ai migranti 'perdonateci, non siete un peso ma siete un dono'. Un dono..... sì, alle cooperative che lucrano. Ma basta!”.

Ai microfoni de La Zanzara Salvini ha detto che il Papa “con questi gesti incentiva l’immigrazione clandestina” e che “dopo gesti come questo possono seguire altre centinaia di migliaia di arrivi. Se si porta a casa 12 immigrati, sicuramente passa l'idea che in Italia ci sia spazio per tutti. Magari poi partono oggi altre migliaia di disperati, ne affogano duecento perché erano convinti che in Italia ci fosse spazio”. Immancabile, poi, il riferimento alle famiglie in difficoltà “a 50 metri dal Vaticano”.

ore 15.12 - In un videomessaggio girato per il 35esimo anniversario della fondazione del Centro Astalli Papa Francesco è tornato nuovamente su quello che è il tema che ultimamente gli sta più a cuore, sopratutto nell'anno giubilare della misericordia: i migranti.

Definendoli "fratelli" perchè in fuga dalla propria terra e dopo averli incontrati a Lampedusa e, due giorni fa, a Lesbo in Grecia, il Papa usa parole delicate di fratellanza:

"Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l'indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono. [...] Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti. Perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l'incontro tra culture e religioni diverse, una via per riscoprire la nostra comune umanità. [...] La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito. Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell'oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall'inquinamento e dalla desertificazione, o dell'ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita"

Come ricorda Repubblica Francesco segue da vicino il lavoro dei suoi confratelli gesuiti del Centro Astalli, nella sede romana era stato in visita già il 10 settembre del 2013, quando aveva esortato a non aver paura delle differenze e a impegnarsi insieme per la causa del bene comune e della dignità dell'uomo.

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