Galan: la Camera vota per la decadenza da parlamentare

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Giancarlo Galan non è più deputato. La Camera con 388 voti a favore, 40 contrari e 7 astenuti ha votato oggi la sua decadenza da deputato. Il "doge", l'ex presidente della regione Veneto ed ex ministro delle Politiche Agricole e dei Beni Culturali, termina così la sua carriera politica.

La decisione di Montecitorio è arrivata dopo l’arresto per corruzione, avvenuto nel luglio 2014, e dopo il patteggiamento di una pena di due anni e dieci mesi di reclusione, che l'ex politico del Pdl sta scontando ai domiciliari. Ricordiamo che l'ex direttore di Publitalia '80 fu tra i primi a sposare il nuovo progetto di politico di Silvio Berlusconi.

Oggi a difenderlo c'era solo Gregorio Fontana (Forza Italia), relatore di minoranza. Quest'ultimo ha sostenuto la non retroattività della legge Severino. Ma ormai i giochi erano chiusi da tempo. Galan, per parte sua, come ha già fatto Berlusconi, ha detto che ricorrerà alla Corte di Giustizia europea per ottenere l’annullamento del provvedimento odierno. Sarà assistito dai suoi legali Antonio Franchini e Niccolò Ghedini, e, presso l'organo che ha sede in Lussemburgo, sosterrà l'inapplicabilità della decadenza su fatti precedenti all'approvazione della norma per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione.

Intanto, presso la Corte dei Conti di Venezia, è stata discussa ieri una richiesta di sequestro dei beni di Galan, per un valore complessivo di 5 milioni 800mila euro. Il sequestro dovrebbe risarcire i danni che lo Stato ritiene di aver subito per via dei comportamenti illeciti contestati nei capi d’imputazione dell’inchiesta di Venezia. I giudici non hanno ancora preso una decisione in merito.

E' stato lo scandalo Mose ad interrompere l'ascesa di Galan, che forse puntava ad incarichi nazionali ancora più importanti di quelli già raggiunti. Ma poi la Procura di Venezia, dopo aver raccolto le dichiarazioni di Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, hanno frenato le sue ambizioni.

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