Patto Renzi-Verdini e il trucco della "maggioranza aggiuntiva"

Ieri c'è stato il primo incontro ufficiale a Montecitorio tra i vertici dem. e il leader di Ala, Denis Verdini. L'ex di Forza Italia si è presentato raggiante in gessato blu e cravattone viola fiorito di margheritine. E alla fine del vertice ha spiegato che è nato un metodo di sostegno al governo Renzi, che permetterà al rottamatore di concludere la legislatura senza problemi.

In sostanza, Verdini avrà visione dei provvedimenti importanti in anticipo, è lui stesso a dirlo: "D’ora in poi, prima di votare i provvedimenti vogliamo conoscerli", dice il politico di Fivizzano. Per Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, il modus operandi indicato dall'ex berlusconiano può andare: "sui provvedimenti importanti sarà consultato il gruppo Ala".

A chi chiede a Verdini se è entrato in maggioranza, lui risponde sornione: "Noi di Ala non siamo in maggioranza e non siamo all’opposizione. Siamo in paradiso". E i renziani si affrettano a far notare che l'ex di Forza Italia stava al governo con Letta, ma adesso non è in maggioranza.

Naturalmente la minoranza del Pd è insorta. "Una follia inspiegabile", definisce così l'accordo Roberto Speranza. Ma i renziani non mancano di provocare. "Mannaggia, non ho pensato a farmi la foto con lui sotto al ritratto di Berlinguer", afferma Rosato. Insomma, al Senato il Pd non ha i numeri per governare e il gruppo degli ex di centrodestra è diventato la quarta forza di palazzo Madama. Dunque, per Matteo Renzi, l'intesa con Verdini è diventata di vitale interesse.

Il Movimento Cinque Stelle ha chiesto subito al premier di salire al Quirinale "perché la maggioranza è cambiata" . Questo, però, non avverrà. L'artificio retorico che non imporrà a Renzi la richiesta di fiducia alle camere l'ha già trovato Sergio Mattarella nell'incontro con i grillini lo scorso 20 aprile. Furono gli stessi pentastellati a rivelarlo: "Il capo dello Stato ritiene che l'appoggio alla maggioranza del gruppo Ala configuri una maggioranza aggiuntiva. Ma che nel momento in cui diventerà una maggioranza sostitutiva, lui interverrà".

Verdini e il Pd si guardano bene dal dire che è nato un accordo di governo. Per il momento si parla di sostegno sui singoli provvedimenti. Cosa che eclisserà ancora di più il peso politico della sinistra del Pd. E poco importa se il politico toscano avrà accesso agli atti del governo con largo anticipo e potrà discuterli, chiedendo nel caso delle modifiche.

L’ex coordinatore del Pdl rinviato a giudizio, per bancarotta e concorso in corruzione, ha anche detto che sosterrà le riforme di Renzi al referendum costituzionale. Forse ci saranno dei comitati comuni tra il Pd e Ala.

E, infine, Verdini ha fatto sapere che ci sarà una lista col simbolo di Ala che appoggerà Valeria Valente a Napoli. "Tutte persone della società civile A noi non piace che siano i pm a far le liste, ma per scongiurare polemiche eviteremo di metterci indagati", spiega Vincenzo D'Anna.

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