Renzi a Firenze incontra Abe e lancia la campagna per il Sì al referendum

L’incontro tra il Premier e il collega giapponese è avvenuto a Palazzo Vecchio.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha incontrato oggi il premier giapponese Shinzo Abe a Palazzo Vecchio, a Firenze. Al termine dell’incontro Renzi ha detto:

“Il Giappone ospiterà tra meno di un mese il G7 in un momento di grande importanza e conto molto sulla leadership di Abe sulla crescita economica”

E Abe ha spiegato che cosa si sono detti durante il meeting:

“In questo colloquio io e Matteo abbiamo condiviso la consapevolezza che dai paesi del G7 ci si aspetta un'accelerazione delle riforme strutturali che sia accompagnata da una mobilitazione di politiche fiscali flessibili, affinché si possa superare la crisi attuale, evitare di ricadere in crisi future e stimolare la ripresa economica mondiale. Il G7 deve mostrare coesione e inviare un forte messaggio al mondo. Al summit noi Paesi del G7 siamo accomunati dalla condivisione di valori universali come libertà, democrazia, diritti umani, rispetto della legalità. Vogliamo discutere dei problemi mondiali in una prospettiva strategica. Soprattutto sui temi dell'economia mondiale, la lotta al terrorismo, una risposta alle crisi migratorie. Queste sono le posizioni che ho riferito a Matteo, ho trovato forte sostegno, è stato un colloquio molto significativo”

Durante la conferenza stampa che è seguita all’incontro con Abe, però, Matteo Renzi ha parlato anche di un tema prettamente interno, vale a dire il referendum costituzionale che i cittadini saranno chiamati a votare a ottobre. A tal proposito il Presidente del Consiglio ha lanciato la campagna per il “Sì” e ha anche rivendicato i progressi fatti in questi ultimi due anni sul piano delle riforme:

“Il lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso. Noi vinceremo il referendum, io ne sono certo, però quello che è più importante di vincere il referendum è coinvolgere gli italiani. Io sono in prima fila perché si capisca che da questa sfida dipende il futuro delle nostre istituzioni. Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo. Ora c'è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe. Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c'è molto di più: c'è la riforma istituzionale. La riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà. Con il referendum un Presidente della Regione non guadagnerà più del Presidente del Consiglio, ma neanche più del residente degli Stati Uniti... Certo non si fanno le riforme per questo ma comunque... Tutte queste cose determineranno divisione tra l'Italia che dice sì e l'Italia che sa dire solo no. Io non mi risparmio: non siamo noi a vincere questa sfida. La rottamazione non vale solo quando si voleva noi: se non riesco vado a casa. È essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare”

Renzi ha anche annunciato che tra il 10 e il 12 maggio si voterà sulle unioni civili, probabilmente con la fiducia, poi il 25 maggio ci sarà il voto sulla legge sul terzo settore.

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