Vittorio Feltri: "Berlusconi non più lucido, deve farsi da parte"

feltri655.jpgVittorio Feltri è ritornato oggi sul quotidiano Libero con un editoriale su Silvio Berlusconi in cui critica aspramente l'ex premier ritenendolo ormai non in grado di rimanere in politica.

Nell'editoriale, intitolato "Perché penso che Berlusconi sia finito", Feltri spiega che la fine politica del Cavaliere sia iniziata quando "fu costretto a cedere il comando a Mario Monti": "Berlusconi, demoralizzato e forse addirittura depresso, non è stato più se stesso. Non dico che sia diventato una macchietta, ma qualcosa di simile. Di sicuro non è più lucido non solo nelle manovre di Palazzo, ma perfino nel calcio".

Su Forza Italia: "Il partito si è spappolato. È acefalo. Si è ridotto a formazione minore, talmente minore da sembrare minorata".

Tra gli errori (Feltri li chiama "bischerate"), il Patto del Nazareno e la scelta del nuovo capo dello stato: "Dopo Napolitano tutti ambivano ad avere un capo dello Stato grigio e taciturno. Più grigio e taciturno di Mattarella non c'era nessuno al mondo. Silvio se fosse stato coerente con se medesimo avrebbe dovuto accoglierlo a braccia aperte. Manco per niente, lo respinse come se fosse Stalin".

Feltri insiste: "Solo, mal consigliato, mal informato, senza bussola, Silvio si è affidato a un gruppo di persone intente esclusivamente a sfruttarlo, ed è diventato un poveraccio che agisce ancora, ma alla carlona". Aggiunge che sul caso Roma "ha perso la faccia" passando da Bertolaso a Marchini. Il consiglio finale di Feltri:

"Anche per lui è arrivato il momento di farsi da parte, di ritirarsi in buon ordine e magari di emigrare allo scopo di evitare l'umiliazione di condanne penali relative al Ruby Ter, eccetera. Purtroppo la magistratura lo ha nel mirino ed è pronta a premier il grilletto. Silvio eviti di offrirsi quale bersaglio mobile a chi lo odia".

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