Negazionismo, il Senato approva il ddl

Voto unioni civili in Senato

Con 134 sì, 14 voti contrari e 36 astenuti, il Senato ha approvato il ddl sul negazionismo che modifica la legge Mancino. Il testo approvato quest’oggi ha subito alcune correzioni rispetto a quello approvato alla Camera e dalla commissione giustizia del Senato.

Il negazionismo sarà punibile con una reclusione compresa fra 2 e 6 anni qualora vi sia “concreto pericolo di diffusione di tali idee”. L’articolo – che ora torna alla Camera – diventerà un’aggravante dei reati di discriminazione razziale e di stampo xenofobo.

Viene introdotto il comma 3 bis all'art. 3 della legge 13 ottobre 1975 n. 654 (e successive modifiche) nel quale si applica

“la pena da due a sei anni se la propaganda, ovvero l’istigazione e l’incitamento commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah, o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale”.

Inizialmente nella modifica era stata inserita la parola “pubblicamente” sulla quale c’era stata polemica. Qualcuno aveva ritenuto inammissibile che non si potesse sanzionare il negazionismo nelle sedi private. La limitazione è stata dunque modificata e, quindi, il negazionismo sarà punibile qualora venga manifestato con il rischio che queste idee si diffondano incontrollate.

La Lega si è astenuta dal voto, mentre Forza Italia ha deciso di non parteciparvi.

Silvana Amati, prima firmataria del ddl, ha definito il provvedimento

“un atto che il Parlamento deve come riparazione alla comunità ebraica italiana dopo la vergogna delle leggi razziali del 1938”.

Via | Repubblica

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