Benigni: "al referendum costituzionale orientato a votare no". E sul Pd: "troppe inchieste lo coinvolgono"

Roberto Benigni, ieri, a margine di un incontro con gli allievi della Normale di Pisa, si è lasciato andare ad alcune considerazioni di carattere politico. Per quanto concerne il referendum costituzionale di ottobre, il premio Oscar ha detto che è "orientato a votare no". E non ha mancato poi di richiamare l'attenzione sulla questione morale, affermando che desta un certo stupore "la quantità di inchieste che in questo momento coinvolgono esponenti più o meno di primo piano del Pd”.

Benigni, dunque, sembra averci parzialmente ripensato sul referendum. Ricordiamo che il 28 gennaio scorso, come riportato dal Corriere della Sera, si era lasciato scappare che avrebbe sostenuto alle urne il ddl Boschi. Lo disse in occasione di un incontro a Palazzo Chigi con Matteo Renzi, a cui parteciparono anche altri tre premi Oscar italiani: Bernardo Bertolucci, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore. Ma ora il comico toscano sembra non essere più dello stesso avviso: "Sarei orientato a votare no al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali, proprio per proteggere la nostra meravigliosa Costituzione".

Tuttavia quello di Benigni non è un no definitivo. Si tratta solo di una presa di distanza, che gli avevano chiesto in molti nell'ultimo periodo, dalla sinistra al Movimento 5 Stelle. Spiega a riguardo l'attore: "la Costituzione è certamente perfettibile, ma preferirei un dibattito ampio e pacato sui contenuti, piuttosto che il referendum su Renzi. E’ giusto parlare di superamento del bicameralismo e su alcune questioni sarei anche d’accordo nel votare sì, ma quello che mi preoccupa è la personalizzazione del quesito referendario. Comunque non ho ancora un’opinione definitiva e mi informerò attentamente, perché mi preme soprattutto difendere la Costituzione”.

Queste parole non avranno fatto sicuramente piacere a Renzi, che ha davanti a sé una strada tutta in salita. Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto al referendum lo vedono perdente. E, in caso di sconfitta, ha promesso davanti alle Camere che presenterà le dimissioni da premier.

Inoltre, Benigni, che nell'immaginario collettivo viene ricordato per la foto dell'83 in cui tiene in braccio l'ex segretario del Pci Enrico Berlinguer, non la manda a dire sulla questione morale. Dopo i numerosi casi di corruzione che hanno investito il Pd renziano (l'ultimo è l'arresto del sindaco di Lodi, Simone Uggetti), il comico afferma: "Quello che davvero impressiona è la quantità delle inchieste che in questo momento coinvolgono esponenti più o meno di primo piano del Pd".

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