USA 2016: il dilemma di Hillary Clinton

Andare a sinistra per coinvolgere l'elettorato di Sanders o a destra per portare a sé i repubblicani anti-Trump? Questo è il dilemma.

Ormai è certo: la sfida per la Casa Bianca sarà tra Hillary Clinton e Donald Trump. Sempre che non ci si metta di mezzo il partito repubblicano, che potrebbe ancora avere qualche esile speranze di affondare The Trump convincendo i delegati già conquistati - quelli non vincolati al voto popolare - a voltargli le spalle, dando il via a una open convention come se ne vedono da tempi immemori. Ma la probabilità è davvero minima, talmente ridotta che non vale quasi la pena di prendere in considerazione lo scenario.

Donald Trump, quindi, sarà l'avversario della strafavorita Hillary Clinton. Che però ora si trova davanti a un bel dilemma e a un ostacolo forse non previsto. Partiamo da quest'ultimo: l'ostacolo non previsto potrebbe essere quello della scarsa affluenza al voto. Perché andare a votare, d'altra parte, in elezioni dall'esito così scontato, in cui l'avversario della Clinton "gode" dell'odio del fondamentale voto ispanico e anche delle donne, in cui l'avversario della Clinton è uno dei candidati più impopolari di sempre? L'esito è talmente scontato, che tanti potrebbero decidere di starsene a casa.

Ma a furia di starsene a casa, gli elettori potrebbero anche riuscire a riaprire la partita. Situazione tanto improbabile quanto da tenere in considerazione per evitare che una beffa stratosferica di questo tipo si possa verificare. Tanto più che una parte consistente dell'elettorato democratico ha votato per Bernie Sanders, in queste primarie, e adesso potrebbe decidere di non turarsi il naso in favore della Clinton e del partito, per le ragioni sopra descritte.

E così, arriviamo al dilemma di Hillary Clinton: spostare la sua campagna elettorale a sinistra allo scopo di portare al voto gli elettori di Sanders o spostarsi al centro per convincere i repubblicani anti-Trump (che sono tantissimi) a votare per lei? Da una parte, solitamente, i candidati conducono battaglie di sinistra (o di destra) durante le primarie - in cui vota lo zoccolo duro dell'elettorato - per poi spostarsi al centro durante la campagna elettorale vera e propria e conquistare il voto moderato. In questa occasione, però, potrebbe essere una mossa sbagliata, visto che - come si suol dire - ci pensa già lo stesso Trump a portare il voto moderato alla Clinton.

L'idea potrebbe quindi essere di lasciar perdere la strada centrista e puntare sulla sinistra di Sanders per garantirsi una più ampia affluenza. In ballo, però, non c'è solo la scontata vittoria della Clinton, ma anche il controllo della Camera e del Senato. Per capire quanto sia decisivo conquistare entrambi i rami del parlamento, chiedere a Barack Obama. Il dilemma non è di facile soluzione, insomma, tanto più che, adesso, Trump proverà in tutti i modi a far dimenticare che razza di candidato sia stato fino a oggi e a darsi un'aura presidenziale. Missione quasi impossibile, ma visto il modo in cui The Donald ha sconvolto ogni pronostico, non è il caso di prenderlo troppo sotto gamba.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO