Turchia, Erdogan contro la Ue: "non cambiamo la legge sul terrorismo"

Turkish President Tayyip Erdogan gestures during his speech with mukhtars or local village and town leaders at the Presidential Palace in Ankara, on May 4, 2016.   / AFP / ADEM ALTAN        (Photo credit should read ADEM ALTAN/AFP/Getty Images)

Si apre un nuovo conflitto tra Turchia e Unione Europea . Dopo le dimissione forzate del premier Ahmet Davutoglu e la condanna a 5 anni e 10 mesi di prigione del direttore d'opposizione Cumhuriyet, Can Dundar, ieri, Ankara ha reso noto che non modificherà la propria legge sul terrorismo, nonostante le correzioni siano state richieste dall'Europa nell'ambito del trattato sui visti.

Il presidente Recep Tayyp Erdogan ha scelto un linguaggio volutamente di rottura:

"Ci chiedono di cambiare la legge sul terrorismo, ma si dimenticano che siamo sotto attacco da quattro fronti [...] Permettono a terroristi di fare propaganda e pretendono di farlo in nome della democrazia? Poi ci chiedono di cambiare le leggi contro il terrorismo, su questo non ci siamo capiti e forse è bene che ognuno vada per la propria strada"

I terroristi, secondo Erdogan, sarebbero i curdi siriani, a cui la Ue ha permesso di montare un gazebo davanti al parlamento. Ma non solo, ormai i "terroristi" sono diventati tutti quelli che osano mettere in questione l'ordine costituito, mentre lui, il "sultano", pensa di far nominare nuovo premier suo genero, Berat Albayrak. In questo modo, la riforma presidenziale, che darà poteri da monarca al presidente, non avrà più ostacoli.

La Ue non ci vede chiaro sulla categoria di "terrorismo" della legislazione turca. Questa, tra le altre cose, è discriminatoria verso i curdi, aumenta marcatamente le pene per i manifestanti e l'uso della detenzione preventiva e rafforza i poteri della polizia. Nell'ultimo anno, tale scenario normativo ha fatto fioccare le denunce di numerose organizzazioni che difendono i diritti umani.

La revisione della normativa, come contropartita, prevede l'eliminazione dei visti per i cittadini turchi che vogliano recarsi nell'area Schengen, cosa che rappresenterebbe un grande successo per la Turchia. Ma ad Erdogan non basta e, mentre attende l'ultima tranche dei primi 3 miliardi di euro previsti dall'accordo, minaccia di sospendere controlli e respingimenti.

Di fronte a questa prospettiva, la Ue non sembra capace sbrogliare la situazione. Ed è molto probabile, che nonostante le violazioni dei diritti umani, punterà ancora una volta su una linea moderata. Basti guardare alla grande prudenza manifestata da l'Alto Rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini. Subito dopo le dimissioni di Davutoglu ha dichiarato: "E' troppo presto per dire se ci saranno conseguenze e di che tipo, i prossimi passi da compiere saranno discussi con le autorità turche".

La prossima settimana il ministro per i rapporti con la Ue, Volkan Bozkir, si recherà a Strasburgo e a Bruxelles. Durante la sua missione discuterà i 5 punti sollevati dalla Commissione nell'analisi dell'armonizzazione della Turchia ai 72 criteri richiesti dall'Europa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO