Frost/Nixon: il duello. Recensione

Visto che è domenica e non c'è molto di cui occuparsi al di là delle note vicende del Partito Democratico, ho deciso di annoiarvi parlandovi di cinema. Il film in questione è Frost/Nixon: il Duello, pellicola tratta dal dramma teatrale omonimo scritto da Peter Morgan nel 2006 e magnificamente interpretato prima a Londra e poi a Broadway dagli stessi due attori protagonisti della pellicola di Ron Howard.

Michael Sheen interpreta il giornalista David Frost, mentre Frank Langella è un monumentale Richard Nixon, tanto somigliante anche fisicamente da non riconoscerlo dall'originale. La trama. Voi tutti ricorderete le vicende che portarono l'ex-Presidente americano Nixon a dimettersi dall'incarico - primo caso nella storia Usa - dopo lo scandalo Watergate. In quell'occasione si ricondusse a Nixon un'operazione di spionaggio ai danni dei suoi avversari politici riuniti nell'albergo omonimo. Il fatto ebbe un'eco così vasta che da allora in poi tutti i grandi scandali sono stati rinominati con il suffisso Gate, dal nome dell'hotel in questione.

La nostra vicenda si occupa tuttavia dei fatti accaduti immediatamente dopo, quando il giornalista e intrattenitore televisivo inglese David Frost decide di rischiare la rovina personale, offrendo una cifra enorme (600.000 dollari) all'ex-Presidente, per una serie di 4 interviste che dovrebbero servire a "dargli quel processo che non ha mai avuto". Nixon infatti non aveva ammesso la propria colpa, pur lasciando l'incarico, e il successore Gerald Ford (che era il suo vice-Presidente) gli aveva condonato ogni addebito, chiudendo la vicenda d'autorità.

Frost cerca così di costringere Nixon alla confessione ma si trova di fronte a un osso duro, che ribatte colpo su colpo e lo sospinge a un passo dal fallimento. Ricordiamo che Nixon non aveva accettato l'intervista solo per denaro, ma anche nella speranza di riabilitarsi politicamente. Quando tutto sembra perduto, proprio nell'ultima intervista l'ex-Presidente crolla e ammutolisce davanti allo schermo, finendo per chiedere scusa agli americani. L'epilogo donerà la fama al giornalista e condannerà definitivamente all'oblio il suo interlocutore, che rinuncerà una volta per tutte alla vita politica.

Sono molti i punti a favore di un film che ricostruisce minuziosamente l'ambiente, l'atmosfera e persino le acconciature in voga negli anni settanta. Memorabile quella di Sheen che mi ha davvero riportato indietro di 30 anni, ricordandomi qualche vecchio compagno di classe. L'impianto teatrale è stato mantenuto accuratamente, anche a dispetto dello spettacolo, facendo di questa ricostruzione un piccolo gioiello che probabilmente risulterà ostico ai più, ma piacerà a chi ama andare in profondità. Come si può infatti non parlare d'azione quando ci troviamo di fronte a una battaglia epica, fatta di parole e concetti; insomma, filosofia pura. Una schermaglia verbale che ha fatto la storia del giornalismo, e che pur non potendo eguagliare il pathos teatrale per ovvi motivi di sintesi, è qui riprodotta fedelmente.

Il duello è uscito al cinema da un po', ma lo trovate ancora in prima visione, e il mio consiglio è di andare a vederlo, o magari attendere l'uscita in dvd, che sarà probabilmente più celere del solito visto che in Italia non ha registrato enormi affluenze di pubblico. Ma vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto se amate l'arte dell'eloquenza e la storia della politica in generale.

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