Marco Pannella a rischio per lo sciopero della sete per le carceri. #iostoconMarco

Di scioperi della fame e della seta Marco Pannella ne ha fatti più di quanti è possibile ricordare. Ma a 82 anni suonati non è più uno scherzo privarsi di cibi solidi e liquidi per sette giorni. E infatti aumenta la preoccupazione per le condizioni di salute del leader storico dei Radicali, che ha iniziato il digiuno completo per portare sotto i riflettori le condizioni delle carceri italiane, una situazione oltre ogni limite contro la quale i Radicali si battono da tempo. Il deputato Pd, e medico, Ignazio Marino lancia l'allarme: "Prego però Marco di accettare almeno la somministrazione di liquidi: non voglio fare dell'allarmismo, ma non è escluso che stia rischiando di essere condannato alla dialisi se il suo fisico non sará reidratato al più presto". Gli 'scioperi' di Pannella portano però tutta l'attenzione, appunto, verso lo sciopero e le sue condizioni di salute, più che verso le ragioni che hanno portato Pannella allo sciopero.

Per sottrarci a questo corto-circuito, proviamo a fare un attimo il punto su cosa chiedono i Radicali con la mobilitazione 'Amnistia, Giustizia e Libertà'. Amnistia per sgomberare le carceri e il diritto di voto ai detenuti, oltre che condannare il modo in cui da 30 anni lo Stato italiano non rispetta gli obblighi europei sulle condizioni carcerarie. In Italia il tasso di sovraffollamento è del 140%, con punte del 270%, per esempio, nel carcere messinese di Mistretta (vale a dire che dove ci starebbero 100 persone, ce ne sono 270). Un tasso di suicidi in continua crescita, non solo tra i detenuti, ma anche tra i secondini (qui un articolo che fa il punto della situazione).

Una battaglia di civiltà che per i Radicali ha la stessa urgenza di quelle celebri su divorzio e aborto. Lo spiega lo stesso Pannella a Radio Radicale:

"L'obiettivo è sempre quello: ottenere che lo Stato italiano interrompa la flagranza tecnicamente criminale in termini di diritto internazionale e della "ex" Costituzione italiana. Mentre continuano ad arrivare conferme dalla giurisdizione europea, abbiamo fornito lo strumento perché questo possa accadere formalmente in dieci giorni. Come episodio enorme, storico, dopo 30 anni di tradimento ed illegalità"

Una situazione raccontata anche dal sito Radicali.it

Da 25 anni le corti europee condannano l'Italia perché contro la giurisdizione, il diritto europeo e i diritti umani dell’Onu e per il quinto anno consecutivo il nostro Paese ha conquistato il primato per il maggior numero di sentenze della Corte europea rimaste inapplicate: il nostro Stato è considerato un criminale abituale! Le conseguenze più drammatiche sono evidenti nelle carceri: 69mila reclusi per 45mila posti regolamentari; senza considerare che il 40% di loro è ancora in attesa di giudizio e almeno la metà risulterà innocente. Le denunce a carico del nostro Paese alla Corte Europea dei diritti dell'uomo per ingiusta detenzione o per errore giudiziario sono oltre 2.000 all'anno.

La battaglia di Pannella si conquista l'attenzione di Twitter, dove l'hashtag #iostoconmarco è ai primi posti delle tendenze.

Foto via Facebook

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