Le Unioni Civili sono legge, le reazioni. Renzi: "Ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo"

Michela Marzano si è dimessa dal Pd.

Aggiornamento ore 19.00 - Il premier Matteo Renzi torna a rivendicare la decisione di porre la fiducia sulla legge per le unioni civili. Durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta di Rai Uno, ha detto: "la fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento ma anche un rischio: significa dire 'su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa'". Sui malumori manifestati dalla Chiesa, il presidente del Consiglio ha aggiunto: "l'atteggiamento negativo di parte della Chiesa era largamente atteso. Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo [...] Se sei convinto che una cosa sia giusta, la fai. E se dovrai pagare le conseguenze in termini elettorali, le pagherai. Le cose che dobbiamo fare le stiamo facendo, indipendentemente dal rischio di perdere consensi".

Il giorno dopo il sì della Camera, con tanto di fiducia, alla legge sulle unioni civili arrivano le reazioni più disparate (qui una riflessione su che cosa succede concretamente adesso). Nel Pd c’è chi esulta e festeggia per strada con la bandiera arcobaleno e chi, invece, proprio non si accontenta e arriva alle dimissioni. È il caso, per esempio, di Michela Marzano, che non digerisce il fatto che dalla legge sia stata esclusa la stepchild adoption e in una lunga lettera al capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato ha spiegato i motivi del suo addio, che sono più morali che politici e accusa il partito di essersi allontanato troppo dai veri valori della sinistra.

Il premier Matteo Renzi, invece, subito dopo l’approvazione, ha gongolato in diretta su Radio Capital, dicendo:

“Oggi è un giorno di festa, l'Italia fa un passo avanti, è un giorno molto atteso, certo ci sono le polemiche di chi voleva di più e di chi voleva di meno, rimpianti e amarezze ma noi sentiamo, in sms e mail, una gioia molto forte e diffusa”

Nell’opposizione, invece, c’è chi invoca il Referendum e chi, come il leader della Lega Matteo Salvini, chiede ai “suoi” sindaci di disobbedire e di non applicare la legge, mentre la candidata di destra alle elezioni comunali a Roma Giorgia Meloni, pur non amando questa legge, ammette che se diventerà primo cittadino la applicherà.

A proposito delle minacce dell’opposizione Renzi ha detto:

“Nessuno ha diritto a disapplicare la legge, di fronte alla legge si ferma il politico, persino il magistrato. Se a Padova Bitonci non vorrà celebrarle, lo farà qualcun altro ma il Comune ha l'obbligo e la responsabilità giuridica di farlo, Bitonci non potrà rifiutarsi di delegare a qualcun altro. È una battaglia finalizzata solo alla strumentalizzazione”

Renzi è poi intervenuto anche su Facebook:

Tra coloro che accolgono con gioia la legge, ma non si accontentano e lo considerano solo un primo passo, ci sono i radicali, che in una nota firmata da Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, e Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, commentando la fase finale dell'iter parlamentare delle unioni civili, scrivono:

“Il voto di oggi segna solo un primo passo verso la conquista in Italia di diritti che in tanti altri paesi sono già storia: le unioni civili che usciranno dalla Camera dei deputati, infatti, sono lontane dall'essere la soluzione definitiva ai problemi delle coppie omosessuali e dei loro figli, esclusi dal provvedimento nel corso della bagarre al Senato. Non sono l'azione di riforma complessiva di un diritto di famiglia che da decenni non riflette più le esigenze di una società in mutamento. Oggi, quindi, siamo felici per le coppie che da troppo tempo aspettavano questo momento, già da domani saremo di nuovo al lavoro, anche con tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione, per una riforma della legge in senso egualitario. Continua la battaglia radicale per assicurare davvero pari diritti a tutti i cittadini”

Non manca poi chi mette in evidenza i risvolti prettamente politici di quanto successo ieri alla Camera: Renato Brunetta di Forza Italia fa notare che Ala, il partito di Denis Verdini, di fatto entra nella maggioranza di governo.


© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO