Usa 2016: Hillary Clinton teme il documentario sugli affari di famiglia

BLACKWOOD, NJ - MAY 11: Democratic presidential candidate Hillary Clinton during at a campaign event at Camden County College on May 11, 2016 in Blackwood, New Jersey. Residents of New Jersey will vote in the Democratic primary on June 7, 2016. (Photo by Jessica Kourkounis/Getty Images)BLACKWOOD, NJ - MAY 11: Democratic presidential candidate Hillary Clinton during at a campaign event at Camden County College on May 11, 2016 in Blackwood, New Jersey. Residents of New Jersey will vote in the Democratic primary on June 7, 2016. (Photo by Jessica Kourkounis/Getty Images)

Clinton Cash di Peter Schweizer, pubblicato nel 2009, fu un vero e proprio caso editoriale. Il libro si concentrava sulle modalità, poco limpide, con cui la famiglia dell'ex segretario di Stato era riuscita ad ottenere dal 2001 centinaia di milioni dollari di finanziamenti. Adesso sta per uscire un documentario di un'ora basato proprio sul saggio, in cui saranno trattati anche i temi dello strapotere delle lobby e delle élite nella politica statunitense. E la cosa preoccupa non poco la possibile candidata democratica per la Casa Bianca.

A parlare degli effetti che potrebbe avere il documentario è stato il quotidiano inglese The Guardian.
Hillary Clinton, salvo colpi di scena, riuscirà ad ottenere la nomination dalla convention democratica in luglio. I sondaggi la danno in testa, anche se l'elettorato progressista sembra preferire ancora Bernie Sanders. Il senatore del Vermont, in un'ipotetico scontro con Donald Trump, otterrebbe maggiori consensi dell'ex first lady in Stati come la Florida e l'Ohio.

Dunque, Hillary è in vantaggio ma Trump ha ancora frecce al suo arco per la campagna elettorale. Una di queste potrebbe essere proprio il documentario, in cui si affrontano il controverso tema dei discorsi strapagati tenuti da Bill Clinton e la questione delle donazioni, ricevute da capi di Stato stranieri, dalla Clinton Foundation.

Dietro l'operazione, ci sono ovviamente i Repubblicani. Schweizer è un ex autore dei discorsi di George W. Bush, mentre Stephen Bannon, il produttore, è noto per la sua vicinanza ai conservatori. I due, da'ltro canto, non fanno mistero del fatto che hanno intenzione di scendere in campo per il Grand Old Party. In campagna elettorale negli Usa si gioca duro, ma almeno le posizioni sono chiare.

Bannon, in particolare, ha detto a The Guardian che il documentario non è pensato solo per gli elettori repubblicani, ma anche per i sostenitori del candidato socialista Sanders. Insomma, Trump vuole intercettare anche il voto anti-establishment della sinistra.

Tuttavia, l'obiettivo del magnate newyorchese non è dei più semplici. Sanders ha già rimarcato più volte che farà gioco di squadra. Inoltre, il suo elettorato, giovane e politicizzato, difficilmente potrà cedere alla propaganda di Trump, che propone ricette sull'immigrazione e sul welfare distanti dal sentire della sinistra.

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