Elezioni comunali 2016: a Carapelle Calvisio 67 elettori e 62 candidati. Nelle liste molti poliziotti non residenti in Abruzzo

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Carapelle Calvisio è un piccolo paesino in provincia de L'Aquila. Alle prossime comunali i suoi 67 aventi diritto (su un totale di 85 abitanti) sono chiamati alle urne. Tuttavia, nonostante le dimensioni del centro abruzzese, per le elezioni ci sono ben 7 liste e 62 candidati. Qualcosa non torna.

Il singolare caso di Carapelle Calvisio è stato segnalato oggi da un'inchiesta de Il Fatto Quotidiano, che porta la firma di Maurizio Di Fazio. Dall'articolo si apprende che oltre al nutrito numero di candidati c'è una una coincidenza da tenere in considerazione: quattro delle sette liste sono formate, in larga parte, da poliziotti, carabinieri e membri della polizia penitenziaria che non risiedono in Abruzzo. I candidati sarebbero residenti a Milano, Napoli, Barletta, Catania, e in comuni della Sardegna.

A denunciare la situazione è stato il sindaco uscente, Domenico Di Cesare. Al giornale diretto da Travaglio ha detto: "gli appartenenti alle forze di polizia hanno diritto a trenta giorni di aspettativa retribuita perché la legge vieta loro di prestare servizio durante la campagna elettorale. Nulla da ridire, se le candidature fossero state presentate nei rispettivi Comuni di nascita o di residenza. Molti di loro, però, a Carapelle non ci sono mai stati, e forse ne ignoravano addirittura l’esistenza". Insomma per il primo cittadino del paesino è solo una scusa per farsi "un mese di ferie". E giura che scriverà "al prefetto, al ministro Alfano, a tutti i comandi delle forze dell’ordine" per segnalare quello che sta avvenendo.

La vicenda è diventata un caso nazionale. In Parlamento, Gianni Melilla, deputato di Sel, ha presentato un'interrogazione in merito. Per il deputato, i trenta giorni di aspettativa retribuita, concessi nel periodo elettorale ai rappresentanti delle forze dell'ordine, sono un "privilegio anacronistico".

In ogni caso, al momento sembra esserci poco da fare visto che il nuovo Ordinamento dell’amministrazione della Pubblica sicurezza del 1981 recita chiaramente: “gli appartenenti alle forze di polizia candidati a elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento dell’accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale”.

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