M5S, Pizzarotti: "La mia sospensione è nulla. Ripartiamo insieme"

Pizzarotti su Facebook: "Ecco la mia risposta alla sospensione. È un atto doveroso anche nei confronti di tutti gli attivisti ed eletti, che ogni giorno si battono per una politica diversa."

Il Sindaco Pizzarotti ha reso pubbliche le sue controdeduzioni (che potrete leggere scorrendo la galleria in cima al post). Il primo cittadino di Parma ha anche parlato davanti ad una folta platea di giornalisti, ai quali ha spiegato per quale motivo la sua sospensione, decisa dal direttorio, sarebbe da considerarsi nulla. Il Sindaco ha spiegato, infatti, che l'unico regolamento del Movimento è il cosiddetto 'non statuto': "Il 'non statuto' è l'unico documento riconosciuto come regolamento, non si parla di sospensione ma di requisiti che noi abbiamo saldamente rispettato, tutti. Non si è violato nessuno di questi principi. Poi c'è un regolamento, non votato da assemblea" che quindi è "come non esistesse, non ha validità, e quel che viene regolato in quel documento non è stato comunque violato".

Nel suo dossier difensivo Pizzarotti ha spiegato che il provvedimento ai suoi danni è "espressione di un evidente caso di abuso del diritto e gli assunti in esso contenuti del tutto privi di fondamento". Poi ha aggiunto: "Desidero sottolineare come il provvedimento adottato nei miei confronti si ponga in aperta contraddizione e in controtendenza rispetto ai comportamenti tenuti in altri casi che hanno visto sindaci del M5S ricevere avvisi di garanzia".

Pizzarotti ha inoltre ricordato che "tutta questa situazione" - ovvero, la sua sospensione - "è stata generata da un esposto del Pd, e ha fatto gioco al Pd". Il Sindaco ha spiegato che lui sarebbe "felicissimo di rimanere e far parte a pieno titolo del M5S" e che questa potrebbe "essere un'occasione per ripartire. Paradossale ma nessuno mi ha chiamato in questi dieci giorni, cosa che sarebbe stata corretta e doverosa. Allora queste risposte vanno soprattutto ai cittadini e a gli attivisti"

M5S, Pizzarotti prepara un dossier: "il regolamento viola la Costituzione"

17 Maggio 2016

Federico Pizzarotti

Il primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti, dopo essere stato sospeso dal Movimento 5 Stelle, non ha perso la lucidità e continua rispondere alle accuse che gli vengono mosse argomentando in maniera decisa e pacata. La vicenda delle nomine al Regio ha finito per dividere i sostenitori "pentastellati" a livello nazionale, e lui sa che l'indagine che lo riguarda difficilmente arriverà ad un rinvio a giudizio. Quindi, anche nella prospettiva di creare un progetto politico alternativo, attende con calma l'esito delle incipienti comunali e prepara "una sorpresa" al direttorio e a Luigi Di Maio. In elaborazione ci sarebbe un dossier pronto a mettere in questione il regolamento grillino.

A lanciare lo scoop è il quotidiano La Stampa. Il giornalista Jacopo Iacoboni afferma di aver potuto "dare uno sguardo" al dossier in preparazione. Il sindaco si sta facendo aiutare nella stesura del testo da uno studio legale di Bologna e dall'avvocato Elisa Lupi. Pizzarotti, attraverso questa iniziativa, punta a comprovare che non ha violato nessuna regola. Ma soprattutto a dimostrare è lo stesso regolamento ad essere privo di fondamento, in quanto contrario ai dettami costituzionali.

Si legge da uno stralcio che il quotidiano torinese ha riportato:

"il regolamento non può ritenersi conforme ai principi costituzionali. La regola che preveda, sia pure all’interno di un’associazione non riconosciuta, che taluno degli iscritti possa subire conseguenze pregiudizievoli nel caso in cui abbia omesso di comunicare di propria sponte, ovvero a semplice richiesta degli organi sociali, determinati dati giudiziari che lo riguardano, in quanto trattasi di illecita (sottolineato) ingerenza negli altrui diritti costituzionali alla difesa e alla riservatezza"

Pizzarotti, dunque, si prepara a fare causa. Ma prima di tutto chiede che i parlamentari del M5s vadano a Parma e che si confrontino con lui in streaming. In questo modo, vorrebbe sbugiardare Di Maio sulla base di verbali, sms e messaggi whatsapp. E poi metterlo alle corde sulla legittimità del codice del movimento.

Se la vicenda dovesse diventare un caso giudiziario, potrebbe preoccupare non poco la Casaleggio Associati e il direttorio. Dei dubbi di costituzionalità ci sono. Inoltre, tutta la vicenda continua ad avere contorni poco limpidi.

Nessun parlamentare dei 5 stelle può sostenere infatti che possa bastare la denuncia di un consigliere di opposizione a far dimettere un sindaco. Ma cosa ancora più discutibile è che si debba mandare una copia di un avviso di garanzia a listeciviche@posta.beppegrillo.it per non essere sospesi e che si possa negare il diritto di parlare al Pm prima di pubblicare le informazioni richieste. Insomma il caso Pizzarotti potrebbe costare caro al movimento.

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