Sondaggi referendum costituzionale 2016: scendono i favorevoli alla riforma del Senato

I sondaggi sul referendum costituzionale, durante il quale si voterà per la riforma del Senato, portano brutte notizie per Matteo Renzi. Ma è ancora presto.

sondaggi referendum costituzionale 2016

I sondaggi sul referendum costituzionale 2016 - in cui si voterà principalmente per la riforma del Senato - non portano buone notizie per Matteo Renzi; almeno stando ai dati riportati su La Stampa dell'Istituto Piepoli.

"Il 41% degli elettori pensa di votare a favore. Uno su tre dichiara di volersi esprimere in maniera contraria. Mentre il 26% degli interpellati afferma di non essersi ancora fatto un’idea o di non aver intenzione di recarsi alle urne. Ma a far scattare l’allarme rosso a Palazzo Chigi è il trend negativo", si legge sul quotidiano torinese.

E in effetti solo una settimana fa i favorevoli erano il 46%. Di sicuro, Matteo Renzi paga il suo momento di calo pesante in termini di consenso, tanto che ha voluto ribaltare il tavolo accusando gli oppositori di volerlo trasformare in un referendum sulla sua persona, che è esattamente quanto ha fatto lui per primo affermando che in caso di sconfitta avrebbe lasciato la politico.

I favorevoli al referendum rimangono in vantaggio, visto che i contrari sono il 33%. Decisivi saranno quindi gli elettori che ancora oggi non sanno se andranno alle urne e per votare cosa. Quel che è certo è che l'affluenza si prospetta molto alta: "Nove interpellati su dieci (88%) si dicono propensi ad andare a votare (...) Alla fine qualcuno cambierà idea e altri magari andranno al mare, ma l’affluenza supererà sicuramente il 60%".

Interessante notare, comunque, come gli italiani siano in larga parte favorevoli a quelli che sono i principali temi in cui si vota in questo referendum:

"Il contenuto della riforma che convince maggiormente gli italiani è la riduzione del numero dei senatori dagli attuali 310 a cento (74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori nominati dal capo dello Stato per 7 anni): l’86% degli interpellati si dice favorevole. Il 78% promuove l’introduzione di referendum propositivi per introdurre nuove leggi. Il 54% si dice d’accordo con l’abolizione del Cnel. I temi che convincono meno sono la riduzione dell’autonomia degli enti locali a favore dello Stato centrale (48%) e l’elezione del presidente della Repubblica dalle due camere riunite in seduta comune senza più la partecipazione dei 58 delegati delle Regioni (49%)"

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