Tensione tra Cina e Taiwan dopo l'insediamento del presidente Tsai

TAIPEI, TAIWAN - MAY 20:  Taiwan President Tsai Ing-wen delivers her inauguration speech on May 20, 2016 in Taipei, Taiwan. Taiwan's new president Tsai Ing-wen took oath of office on May 20 after a landslide election victory on January 16, 2016.  (Photo by Ashley Pon/Getty Images)

Secondo quanto riportato dall'agenzia Nuova Cina, la Repubblica Popolare assicura "determinazione assoluta" nel fermare qualsiasi forma di indipendenza da parte di Taiwan. Dunque, Pechino ha reagito immediatamente al discorso di insediamento della neo presidente Tsai Ing-wen; discorso giudicato volutamente ambiguo sullo status dell'isola dell'estremo Oriente.

"L'indipendenza resta la principale minaccia alla pace nelle relazioni", ha affermato l'Autorità di Pechino, che ha la delega ai rapporti con Taiwan. Tuttavia, la Cina non si è fermata alle parole. Dopo la vittoria elettorale dell'esponente Partito Progressista Democratico (Dpp), che chiede l'indipendenza sin dagli anni '90, l'esercito del Dragone si è mobilitato.

La Cina, nei giorni scorsi, ha dato vita ad un'esercitazione militare nella parte sud orientale del paese, proprio di fronte a Taiwan. I funzionari del Partito Comunista cinese si sono affrettati a spiegare che dietro l'operazione non ci sarebbero progetti di invasione, ma alcuni analisti ne dubitano.

Inoltre, Pechino ha riaffermato l'incompatibilità dei rapporti diplomatici con gli Stati esteri che hanno rapporti con Taiwan. In questo modo, punta ad isolare qualsiasi rivendicazione a livello internazionale da parte di Taipei.

Gli sforzi di riavvicinamento messi in campo dall'ex presidente Ma Ying-jeou, che si sono tradotti anche in una serie di accordi commerciali con Pechino, ora sembrano messi radicalmente in discussione. Anzi, è stato forse proprio l'incontro di novembre con il leader cinese Xi Jinping a favorire la vittoria alle elezioni di Tsai Ing-wen.

Ricordiamo che Taiwan è formalmente indipendente dalla fine della seconda guerra mondiale. Pechino, però, continua a rivendicare sovranità sul suo territorio, tanto che in passato ha minacciato di voler perseguire la riunificazione con la forza. Ricordiamo che nel 1949 i nazionalisti cinesi del Kuomintang , capeggiati da Chiang Kai-shek, furono sconfitti nella guerra civile dai comunisti guidati da Mao Tse-tung. Così decisero di rifugiarsi sull'isola, che dal 1996 ha un nuovo sistema politico democratico.

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