Al Qaida sfida l'Isis in crisi. Belmokhtar: "Scegliete la parte giusta"

Egyptian radical Islamist Mohammed al-Zawahiri, the brother of Al-Qaeda chief Ayman al-Zawahiri, sits in the defendants cage during his trial with 68 other defendants in Cairo on August 3, 2014. Mohammed al-Zawahiri is accused of forming and managing an organisation linked to al-Qaeda. AFP PHOTO / KHALED DESOUKI        (Photo credit should read KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

Il successore di Osama Bin Laden, Ayman al Zawahiri (nella foto), l'8 maggio scorso, aveva incitato tutti i jihadisti ad unirsi in Siria per combattere contro i crociati. Tale dichiarazione lascia presagire ad uno scontro tra Stato Islamico e qaedisti a livello globale, visto che i primi sono stati definiti come "khawarji" (ribelli da eliminare). Poi, il 19 maggio, giorno della scomparsa del volo dell'Egyptair, è arrivata un'altra esternazione su cui sarebbe opportuno riflettere. Mokhtar Belmokhtar, comandante di Mourabitoun, costola di Al Quaida nel Maghreb, ha chiesto ai fedeli nordafricani di combattere il nemico schierandosi nella formazione "giusta".

Cosa sta accedendo nell'ambito del jihadismo combattente? In passato si era molto discusso su una possibile alleanza strategica tra Al Qaida e Isis, ma oggi evidentemente l'ipotesi pare del tutto tramontata. Infatti i quedisti di Al Nusra (in Siria) e di Mourabitounm (in conflitto in Egitto con Ansar al-Baqtis) ambiscono ad accogliere i seguaci del "Califfato" in fuga. Inoltre, al Zawahiri potrebbe pensare di riassorbire anche formazioni come Ansar al-Sharia e Boko Haram.

Segnaliamo, inoltre, che le recenti dichiarazioni Abu Muhammad al Adnani indicano una situazione declinante per l'Isis in Siria. Lo stretto collaboratore del "Califfo" Abu Bakr al Baghdadi ha invitato i combattenti a colpire in Europa e negli Usa; sintomo del fatto che lo Stato Islamico non può più accogliere, e mantenere, miliziani provenienti dall'Occidente nel suo territorio. Dunque, ora il fronte quedista potrebbe assaporare l'idea di recuperare una posizione di preminenza nell'ambito del terrorismo islamista.

Ricordiamo che i Mourabitoun, guidati da Belmokhtar, sono attivi dall’Algeria alla Costa d’Avorio. Il loro obiettivo è quello di attaccare i governi laici. Tra i loro obiettivi c'è sicuramente l'Egitto del generale Abd al Fattah al Sisi, che ha stretto rapporti sia con l'Occidente sia con la Russia. Ma puntano anche a stabilizzare la loro presenza in altri territori, come il nord del Mali.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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