Guerra in Iraq, Commissione Chilcot: "Per Tony Blair sarà un verdetto brutale"

LONDON, ENGLAND - JULY 07:  Former Prime Minister Tony Blair attends the service to commemorate the tenth anniversary of the London 7/7 bombings at St Pauls Cathedral on July 7, 2015 in London, England.  Today is the tenth anniversary of the 7/7 bombings, when four suicide bombers struck transport system in central London on Thursday 7 July 2005, killing 52 people and injuring more than 770 in simultaneous attacks.  (Photo by Ian Gavan - WPA Pool/Getty Images)

Secondo quanto anticipato dal Sunday Times, la Commissione Chilcot, che delibererà in luglio, ha già pronto un "verdetto brutale" per l'ex premier inglese, Tony Blair, per l'ex ministro degli Esteri, Jack Straw, e per alcuni ex esponenti di vertice dei servizi segreti.

Una fonte, vicina all'inchiesta, ha dichiarato che Blair verrà "condannato" per aver dato sostengo, con un anno di anticipo, all'intervento in Iraq del 2003. Invece, Richard Dearlove, ex capo Secret Intelligence Service, dovrà anche rispondere dell'accusa di non aver fermato Downing Street davanti al cosiddetto "Dodgy Dossier". Stiamo parlando del noto rapporto sulle armi di distruzione di massa nella mani di Saddam Hussein. Armi, lo ricordiamo, mai trovate.

La Commissione Chilcot indaga dal 2009 sulla guerra in Iraq. Il suo lavoro si è svolto con estrema prudenza, forse anche troppa. Evidenziamo che davanti all'organismo indipendente, Blair ha già sostenuto di aver deciso l'entrata in guerra per tempo, seguendo i passaggi parlamentari e dopo un'attenta analisi delle minacce e del rischio.

Tuttavia, a gettare ombre sulla posizione del padre della svolta neo-liberale nelle politiche laburiste è stato messaggio pubblicato dal Mail on Sunday. Nell'ottobre scorso, il giornale ha diffuso un documento dell'ex segretario di Stato Usa, Colin Powell, conservato nel server privato di posta elettronica di Hillary Clinton e datato 28 marzo 2002. Nel testo emerge che Blair aveva già dato la sua disponibilità all'invasione in Iraq con un anno di anticipo.

Il Mail on Sunday era entrato anche in possesso di una seconda mail, dove si afferma che George W.Bush ricorse a "spie nel partito laburista" per aiutare Blair a mobilitare l'opinione pubblica a favore della guerra.

Intanto la situazione in Iraq è drammatica e la guerra civile continua. Proprio venerdì scorso, mentre il paese è diviso tra sunniti e sciiti, tra fondamentalismo e élite corrotte, migliaia di persone hanno cercato di entrare nella Zona Verde, nel centro di Baghdad, dove sono presenti le ambasciate straniere e le istituzioni governative.

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