Il M5S pronto a perdonare Pizzarotti

Alla vigilia delle elezioni, lo scontro è altamente sconsigliato.

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La voce sta prendendo a circolare con sempre maggiore insistenza: il Movimento 5 Stelle sarebbe pronto a perdonare il sindaco di Parma Pizzarotti. L'idea starebbe prendendo piede su entrambe le sponde pentastellate: dagli uffici della Casaleggio Associati di Milano (dove risiede il celebre e anonimo “staff”) fino a Roma, dove invece si trova il Direttorio. La possibilità che il M5S decida di lasciar cadere il caso e non arrivare alla rottura definitiva, a quanto si dice, non era ancora nota al sindaco nel momento in cui presentava le sue “controdeduzioni” in conferenza stampa.

Ma quali sarebbero le ragioni di questo passo? Non tanto il fatto che il diverso trattamento riservato a Pizzarotti e Nogarin abbia fatto storcere il naso a più di un militante; non il fatto che Pizzarotti sia uno dei volti più noti e a cui la base del “primo M5S” è abbastanza legato; non il fatto che la difesa-attacco di ieri sia risultata convincente. Alla base di tutto ciò, ci sarebbero pure e semplici questioni di real politik.

Per farla breve, i vertici del partito di Beppe Grillo non vedono di buon occhio l’idea di andare allo scontro con il loro primo sindaco eletto in una grande città quando mancano due settimane alle elezioni. Il timore è che la rottura dei rapporti con un sindaco alla vigilia di elezioni che proprio i sindaci riguardano potrebbero allontanare chi ha intenzione di votare per un primo cittadino del M5S, sconfortato dal modo in cui il partito arriva spesso e volentieri alla rottura con le sue personalità più in vista (esclusi, ovviamenti, i membri del Direttorio).

Bisogna però capire, se davvero il “perdono” avvenisse, come prenderebbe la cosa Pizzarotti, che sembra ormai essere sceso su un sentiero dal quale difficilmente si può tornare indietro. Tanto più che alcuni parlano di un suo possibile interesse nel raggruppare numerosi ex 5 Stelle per dare vita a una nuova forza; non necessariamente un partito, ma un movimento civile in grado di riportare alle origini i valori da cui il movimento è nato.

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