Ungheria, bambini rom discriminati nelle scuole. La Ue richiama il governo Orban

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La Commissione Europea ha inviato una lettera di richiamo all'Ungheria, in cui si chiede di porre fine alle discriminazioni contro i bambini rom nelle scuole. Il governo guidato dall'ultra nazionalista Viktor Orban, noto per le sue posizioni conservatrici e per il muro anti-migranti eretto al confine con la Serbia, ha due mesi di tempo per rispondere ai rilievi.

La situazione degli studenti rom in Ungheria è palesemente discriminatoria ed è stata più volte denunciata da molte associazioni. Già nel 2013, come fa notare Amnesty International, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che Budapest ha violato la Convenzione europea sui diritti umani, "segregando bambini rom in scuole speciali". Da allora la situazione non è molto cambiata.

Ancora oggi, afferma la missiva Ue, i bambini rom sono "sovra-rappresentati nelle scuole speciali per disabilità mentali" e sono soggetti a "segregazione educativa nei normali istituti scolastici". Per questa ragione, la Commissione ha rimarcato che è necessario stabilire una parità di accesso all’istruzione, in quanto elemento costitutivo per la piena inclusione sociale.

Come riporta Eunews, il portavoce della Commissione, Christian Wigand, ci ha tenuto a ricordare che “la discriminazione su base nazionale o di origine è vietata dalla normativa europea”. Anche perché, aggiungiamo noi, un'istruzione ispirata a principi di apartheid finisce per compromettere la formazione dei minori rom e le future possibilità di un loro inserimento nel mondo del lavoro.

L'Ungheria non è il solo paese ad aver ricevuto lettere di diffida dalla Commissione per questioni simili. Nel 2014, c'èra stato un richiamo per la Repubblica Ceca e nel 2015 contro la Slovacchia. Tale procedura ha prodotto la modifica di normative non conformi da parte di entrambe le nazioni.

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