Perù, elezioni presidenziali 2016: Keiko Fujimori è la favorita al secondo turno

Siamo giunti alle ultime fasi della campagna per le presidenziali in Perù: domenica 5 giugno si voterà per il ballottaggio. A contrapporsi saranno Keiko Fujimori, del partito di destra Fuerza Nueva, e l'ex ministro conservatore, Pedro Pablo Kuczynski. Ad essere in testa nei sondaggi è la prima, che al primo turno a totalizzato il 39,5% dei voti, contro il 23,7% del suo sfidante (la candidata di
sinistra Veronika Mendoza si è fermata al 17,1%).

L'affermazione di Keiko Fujimori evidenzia come il vento in America Latina sia cambiato: ovunque la destra (nelle sue varie declinazioni) sta riguadagnando terreno. In Argentina è stato eletto Macri, mentre in Brasile e in Venezuela sembra ormai essersi chiuso definitivamente il ciclo progressista e bolivariano.

Keiko è la figlia di Alberto Fujimori e i suoi detrattori la considerano un clone del padre. Quest'ultimo è stato presidente del Perù dal 1990 al 2000 ed è attualmente in carcere, dove scontando una condanna per violazione dei diritti umani. Durante la sua presidenza furono sospese le libertà democratiche e oridnati centinaia di omicidi, rapimenti e sterilizzazioni forzate. E' accusato, inoltre, di connivenze con i narcotrafficanti e di torture di vario genere nei confronti dei guerriglieri di Sendero Luminoso.

Tuttavia, la Keiko è riuscita ad accreditarsi come "il nuovo" agli occhi della maggioranza dell'elettorato. Ha vestito i panni della paladina che si batte contro le élite corrotte che hanno governato il paese, ha promesso misure economiche che favoriscano la crescita e ha conquistato il voto delle classi medie, promettendo l'aumento di misure repressive e sicuritarie nei confronti della criminalità. Ha anche promesso una "riconciliazione" tra chi appoggiò suo padre e i suoi oppositori. E le accuse di voler concedere l'amnistia all'ex presidente in prigione, che le sono giunte dagli avversari, non hanno arrestato la sua corsa.

Se la Fujimori è espressione di un populismo parafascista, Pedro Pablo Kuczynski, invece, è il classico discepolo del neoliberismo anni '90. Noto economista, è stato ministro nei governi di Fernando Belaunde Terry e Alejandro Toledo ed è un ex esperto analista del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Come scrive El Pais, ha trascorso metà della sua vita negli Stati Uniti, divenendo consigliere finanziario "dei milionari intenzionati ad investire in America Latina".

L'ultimo confronto tra Kuczynski e Fujimori è stato molto teso. Il primo ha ricordato che tra i parlamentari di Fuerza Nueva "11 sono sotto inchiesta per riciclaggio di denaro con il narcotraffico". Ma Keiko non ha battuto ciglio e ha continuato a parlare dell'urgenza di investimenti pubblici e privati per rilanciare l'economia.

Le elezioni hanno spaccato il paese. Da mesi sono in corso manifestazioni e le forze dell'ordine spesso sono intervenute per disperderle.

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