Brexit, sondaggi: i favorevoli in vantaggio. Cameron rischia la leadership

LONDON, ENGLAND - JANUARY 04:  British Prime Minister David Cameron (L) and the Conservative party London mayoral candidate Zac Goldsmith attend a meeting with Bellway executives on the site of a new housing development in Barking on January 4, 2016 in London, England. Mr. Cameron has pledged to build up to 13,000 homes on public land as part of a new £2.5 billion Housing Deal.    (Photo by Leon Neal  - WPA Pool / Getty Images)

Il referendum sulla Brexit si terrà il prossimo 23 giugno e nei sondaggi tornano in testa i sostenitori dell'uscita dall'Unione Europea. Secondo una rilevazione pubblicata dal Guardian, i cittadini del Regno Unito intenzionati a lasciare la Ue sarebbero 52%, mentre i favorevoli alla permanenza il 48%.

Altri sondaggi raccontano una realtà diversa, ma in ogni caso il risultato appare essere in bilico. David Cameron si trova così in una situazione molto complessa: una sconfitta o una vittoria di misura potrebbero mettere in discussione la sua stessa leadership. All'interno del partito dei Tory, infatti, sono molti quelli che vorrebbero usare il referendum come strumento per cambiare gli equilibri politici vigenti. Tra questi c'è sicuramente Boris Johnson, ex sindaco di Londra e sostenitore della Brexit.

Proprio in questi giorni, insieme al ministro della Giustizia, Michael Gove, Johnson ha lanciato un'iniziativa che sta riscuotendo interesse. La sua idea è quella di introdurre un meccanismo a punti per tutti gli immigrati (simile a quello australiano), attraverso il quale si vuole limitare il numero degli ingressi nel paese.

Cameron, inoltre, si deve guardare anche da altri colleghi di partito che stanno facendo campagna per la Brexit: il ministro del Lavoro, Iain Duncan Smith, quello per l'Irlanda del Nord, Theresa Villiers, quello per Sport e Media, John Whittingdale e il rappresentante del governo a Westminster, Chris Grayling.

Segnaliamo, infine, che i recenti moniti giunti dall'Ocse non sembrano avere avuto un grande effetto sulle intenzioni di voto dei britannici. Secondo l'organizzazione, un'eventuale uscita del Regno Unito dalla Ue provocherebbe “un forte choc negativo all’economia britannica”. In sostanza si prevede una flessione del Pil, che nel 2018 potrebbe attestarsi fra l’1,25 e l’1,5%.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO