Referendum costituzionale, Roberto Benigni cambia idea: "voterò Sì"

Roberto Benigni cambia opinione sul referendum costituzionale. Il 28 gennaio scorso, dopo un incontro a Palazzo Chigi con Matteo Renzi, aveva lasciato intendere che avrebbe sostenuto il ddl Boschi alle urne. Poi a sorpresa, il 3 maggio, a margine di un incontro con gli allievi della Normale di Pisa, ha dichiarato che era orientato a votare No. Oggi, il premio Oscar "cambia verso" ancora una volta e si dice pronto a votare Sì.

L'attore ha rilasciato un'intervista al quotidiano Repubblica, e non è un caso che lo abbia fatto a poche ore dalla messa in onda su Rai 1 de La più bella del mondo, il suo spettacolo sulla Carta Costituzionale che nel 2012 fece ascolti record.

Nel merito, il comico toscano ha detto al giornalista Ezio Mauro:

"Ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il No. Ma con la mente scelgo il 'Sì'. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il No, voterò Sì.[...] Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il Sì, con l’altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile"

In sostanza, con linguaggio più semplice, Benigni sembra riprendere le osservazioni di Massimo Cacciari di qualche giorno fa. Anche il filosofo ha rilasciato un'intervista ad Ezio Mauro di Repubblica, in cui ha parlato di "riforma maldestra" ma non più procrastinabile. Insomma, se non si votasse Sì si aggraverebbe la crisi di sistema nel nostro paese.

Il nostro suggerimento è invece quello di informarsi nel merito prima che sia troppo tardi, magari un po' per volta. E di mettere da parte "il commento" e la "caciara", che impera sui giornali, sul web e in televisione. Le liti nel Pd, le minacce di dimissioni di Renzi, le opinioni di questo o quel commentatore rischiano di occcultare una corretta informazione, che non può essere data con il contagocce una settimana prima del voto.

Una volta compreso cosa prevedono le riforme e e quali effetti potrebbero produrre insieme all'Italicum, allora sarete in grado di valutare se andremo o non andremo incontro ad una crisi di sistema (votando Sì o No). Questo non è paternalismo; il paternalismo è di chi finge di sapere cosa accadrà dopo il voto, parlando con certezza assoluta di "prova definitiva" (argomentando poco o nulla).

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