Silvio Berlusconi: "Il centrodestra tornerà primo"

"Non appena ci sarà concesso di tornare a votare".

Italy's former Prime Minister Silvio Berlusconi arrives at the European People's Party Statuary Congress in Madrid on October 22, 2015. The EPP congress, which groups conservative parties from across the EU, is expected to adopt a four-page resolution tonight that calls for improvements in the reception of migrants but also demands the strengthening of the EU's external borders.   AFP PHOTO/ GERARD JULIEN        (Photo credit should read GERARD JULIEN/AFP/Getty Images)

Una cosa va concessa a Silvio Berlusconi: non si arrende mai. Nonostante i cinque anni alle spalle siano decisamente tra i più difficili della sua lunga carriera politica, il Cavaliere non ha intenzione di cedere il passo e non ha nessuna intenzione nemmeno di ammettere di essere ormai il passato della politica del centrodestra in Italia. Da questo punto di vista, la lezione che gli è stata impartita a Roma da Meloni & Salvini non l'ha messo ko, tanto da decidere di ribellarsi alla nuova generazione appoggiando Marchini.

E, stando a quanto afferma nell'intervista concessa oggi a Libero, non lo preoccupa nemmeno il fatto che il suo partito, nei sondaggi, sia attorno al 10%:

Ci sono già stati deimomenti nei quali non Forza Italia, ma addirittura il PDL, è stato dato dai sondaggi poco sopra il 10%, all’epoca della segreteria Alfano. Poi quando sono tornato ad occuparmene direttamente, con ventitré giorni di campagna elettorale, i risultati delle elezioni 2013 hanno raddoppiato questa percentuale. Ma non è questo il tema vero. C’è stata un’emorragia di consensi dovuta a diverse cause. Le principali sono due: la delusione degli elettori, che hanno visto ribaltato ancora una volta il risultato elettorale – è stato il quarto “colpo di stato” indolore dal 1994 ad oggi – e il fatto che un’ignobile persecuzione giudiziaria ha tolto a Forza Italia il suo leader da parecchio tempo. Ho ripreso soltanto da poche settimane ad essere presente suimezzi di comunicazione, che d’altra parte sono tutti – salvo eccezioni sempre più scarse – schierati contro di noi.

Al di là della solita cantilena sui mezzi di comunicazione di sinistra, quello che va notato è come Berlusconi sia ancora convinto di essere in grado di risollevare le sorti del suo partito e della coalizione ritornando a occuparsi di politica a tempo pieno, cosa di cui peraltro sembra spesso non avere più alcuna voglia. Le parole d'ordine, comunque, sono sempre le stesse; così come la ricetta per conquistare i voti perduti:

Tuttavia non sono affatto pessimista. Gli elettori che ci hanno lasciato non hanno cambiato idea. Solo una parte di loro si è rifugiata in un voto di protesta legittimo, ma sterile.Gli altri hanno scelto di disertare le urne. A loro ci rivolgiamo, con persone nuove, idee nuove, i valori di sempre, la dignità della coerenza, spiegando loro che stare a casa e non votare significa proprio favorire tutto quello che vorrebbero combattere: l’immobilismo, la corruzione, l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria

Per tornare a vincere, però, c'è una e una sola strada: riunire un centrodestra al momento spaccato in due. Lo affermano da tempo anche i sondaggi, la coalizione Forza Italia-Lega Nord-Fratelli d'Italia avrebbe i numeri per lottare per la vittoria. Ma prima, appunto, bisogna riunire i cocci. E sarà difficile riuscirci finché Berlusconi sarà ancora convinto di essere il leader della coalizione:

Domenica prossima il centrodestra sarà la prima coalizione in molte città italiane. E lo sarà a livello nazionale quando finalmente agli italiani sarà concesso di far sentire la propria voce attraverso il voto

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