Vertice ad Arcore: Berlusconi incontra Maroni, poi i dissidenti ex-An

Berlusconi Maroni
Pomeriggio convulso di incontri ad Arcore, dove Silvio Berlusconi cerca di fare il punto sulle alleanze per le prossime elezioni, e di risolvere il complicato risiko che coinvolge le politiche di febbraio, le Regionali in Lombardia, ma soprattutto le spaccature nel Pdl. Prima di tutto l'ex premier ha ricevuto Angelino Alfano – che ieri era alla convention di "Italia popolare", la corrente filo-montiana del Pdl in contrasto con il Cavaliere – poi i due hanno incontrato Roberto Maroni. Ma sull'alleanza tra Lega e Pdl non si è arrivati a nessuna decisione.

Maroni ha portato a Berlusconi le conclusioni a cui è giunto dopo un giro di consultazioni con i vertici del Carroccio. Si tratterebbe essenzialmente di tre punti, secondo il Corriere: no a Berlusconi candidato premier, no a diktat sulle alleanze nelle Regioni, no a un fronte moderato guidato da Monti. In realtà, dando retta agli umori della base leghista, i no sono irrevocabili e su tutta la linea, ma Maroni ha voluto comunque lasciare uno spiraglio aperto: sì a un'alleanza con Alfano candidato premier. Il segretario del Carroccio ha poi ascoltato le controproposte di Berlusconi e stasera, al Consiglio federale della Lega, le riferirà al partito. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro.

Maroni, stando alle ricostruzioni dei giornali, sarebbe disposto a un accordo, ma tutto il partito è contrario, ed è disposto a perdere le Regionali in Lombardia in nome di un'idea piuttosto che allearsi di nuovo con il Pdl. D'altronde chi ha più da perdere è proprio il partito di Berlusconi: senza l'alleanza con la Lega in Lombardia, può scordarsi di ottenere il premio di maggioranza regionale in Senato, l'unica chance di risultare decisivo alle prossime elezioni. Viceversa la Lega può permettersi di perdere, sia alle Regionali che alle politiche, in nome della coerenza. L'impressione è che quindi, se la Lega manterrà la linea dura, sarà il Cavaliere a scendere a patti. Altrimenti Maroni ha già in mente un accordo con i "dissidenti" Meloni e Crosetto.

E, a proposito di dissidenti, Berlusconi ha incontrato anche Ignazio La Russa, che gli ha parlato del nuovo soggetto che potrebbe nascere alla destra del Pdl: ci sono già nome, "Centrodestra nazionale", e simbolo (che richiama quello di Alleanza Nazionale, con un nodo tricolore al posto della fiamma), manca solo la decisione finale. Decisione che dovrebbe arrivare stasera, secondo La Russa: Berlusconi potrebbe dare la sua benedizione alla lista – in questo modo si libererebbe degli ex-An – ma non è detto che gli scissionisti seguano il Cavaliere anche in un eventuale avventura al seguito di Monti.

Foto |© Getty Images

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