Maturità 2016: prima prova tema storico politico sul valore del paesaggio, traccia svolta

Confermate le indiscrezioni sul saggio breve di carattere storico politico, la traccia verte sul valore del paesaggio

Maturità prima prova paesaggio

Confermate le indiscrezioni sulla prima prova della Maturità 2016 per quanto riguarda il saggio breve o articolo di giornale di ambito storico politico. Allo studente è richiesto di trattare un tema sul valore del paesaggio.

Polisblog ha svolto la traccia per voi, usando tutti i documenti disponibili: l'estratto di un articolo di Salvatore Settis "Perché gli italiani sono diventati nemici dell'arte"; l'estratto del discorso del Presidente FAI Andrea Carandini al Congresso Nazionale di Trieste nel 2013; un intervento di Vittorio Sgarbi sulla Commemorazione dei 150 anni dall'Unità di Italia; uno stralcio di un articolo sull'Huffington Post di Claudio Strinati.

Traccia svolta

La peculiarità di una città, di un paese e in linea generale di una nazione è certamente il suo paesaggio, naturale e urbano, soggetto a fisiologici, anche se non sempre studiati, mutamenti temporali, quelli che di fatto fanno cambiare la proporzione fra verde e cemento a seconda delle esigenze e delle agende politiche del momento.

La commistione e convivenza nel paesaggio italiano fra l'anima green e l'architettura è spiegata benissimo da Salvatore Settis, grande archeologo e storico dell'arte, il quale afferma che:

Il paesaggio italiano non è solo natura. Esso è stato modellato nel corso dei secoli da una forte presenza umana. È un paesaggio intriso di storia e rappresentato dagli scrittori e dai pittori italiani e stranieri e, a sua volta, si è modellato con il tempo sulle poesie, i quadri e gli affreschi

Salvatore Settis

E in effetti, può piacerci o no, ma non esiste Italia senza i suoi italiani, dagli artisti agli scultori, dagli architetti ai più moderni, almeno come definizione, garden designer, tutti figli della propria epoca e quindi pronti a dare una propria interpretazione del bello con la propria arte.

Maturità prima prova arte

L'indissolubile intreccio fra natura e arte è stato anche tema di un intervento di Vittorio Sgarbi in occasione della commemorazione sui 150 anni dell'Unità d'Italia, durante il quale il critico ha anche sostenuto fermamente l'importanza di tutelare il nostro patrimonio paesaggistico, intriso di storia e cultura e definito:

[...] un caposaldo normativo, etico, sociale e politico da difendere e tutelare prima e sopra qualunque formula di sviluppo

Vittorio Sgarbi

Già, lo sviluppo. Sgarbi, da grande uomo di cultura qual è, certamente non poteva che mettere le mani avanti su un tema tanto delicato, quello attualissimo dell'ammodernamento, o per meglio dire dell'aggiornamento dei siti paesaggistici italiani ad una versione più "contemporanea".

Virgolettiamo debitamente il termine perché la preoccupazione maggiore di scrittori, artisti, storici dell'arte in primis è proprio quella di vedere la politica mettere mano al patrimonio naturalistico e storico in nome di una presunta esigenza di cambiamento.

Maturità prima prova paesaggio

Non si contano le volte in cui gli assessori all'urbanistica di molti comuni del Belpaese, si siano scontrati con la realtà dei fatti, ossia che l'Italia non è solo una nazione di superficie, ma tanto sotterranea. Perciò le linee metropolitane da noi sono soggette, per giusto amore della storia, a fermarsi in caso gli scavi per i lavori portino a galla reperti.

In un mondo perfetto la politica alzerebbe le mani e chinerebbe il capo per aver messo a repentaglio un patrimonio unico, ad oggi invece non si contano le battaglie fra Davide e Golia. L'uno pronto a incatenarsi al cantiere per non far procedere i lavori, l'altro a colare cemento dove possibile o a spingere affinché la vendita di Fontana di Trevi, tanto cara a Totò, possa divenire realtà.

Il che è ancora più vero quando i beni paesaggistici sono quelli naturalistici, non sempre tutelati dall'aura positiva dei Beni Culturali e perciò spesso tristemente più facili da calpestare. La causa, colpa nostra, è una mancata educazione a comprenderli appieno. Un po' quello che il Presidente FAI, Andrea Carandini, aveva lasciato intendere con il suo discorso al Convegno di Trieste del 2013:

Sì, i paesaggi non sono ammassi informi né somme di entità, ma ordini complessi, generalmente involontari a livello generale, spontanei e autoregolati, dove milioni di attività si sono fuse in un tutto armonioso. E' un'armonia e una bellezza questa di tipo poco noto, antropologico e storico più che meramente estetico o meramente scientifico, a cui non siamo stati adeguatamente educati

Andrea Carandini

Il tema dell'educazione errata o incompleta su questi temi è un demone che attraversa le ere geologiche come un lungo e affilato coltello sempre pronto all'affondo. L'uomo è infatti il primo artefice di inquinamento, guerre, vandalismo, tutti aspetti negativi che nel tempo hanno portato a convivere con una storia deturpata, città rase al suolo e persino spazi vitali sempre meno salutari.

Maturità 2016 prima prova storico politico

Mantenere il paesaggio in uno stato florido non è infatti solo una questione di bellezza, ma anche di tutela di una qualità di vita elevata. Parliamo di ambienti sani dove far crescere le generazioni attuali e future ma anche di siti che attirano un turismo curioso e responsabile, quello che più di tutto, in Italia, dovrebbe far girare l'economia e garantire la nostra ricchezza.

Disse Claudio Strinati, storico e divulgatore dell'arte in un bell'articolo del 2014 uscito sull'Huffington Post:

Tutti, è vero, abbiamo piacere di stare in un ambiente pulito, bello, sereno, attorniati dalle soddisfazioni scaturenti in buona sostanza da un corretto esercizio della cultura. Vedere un bel quadro, aggirarsi in un'area archeologica ordinata e chiaramente comprensibile, viaggiare attraverso i paesaggi meravigliosi della nostra Italia, tenere lontani gli orrori delle urbanizzazioni periferiche, delle speculazioni edilizie, della incoscienza criminale di chi inquina, massacra, offende, opprime l' ambiente naturale e urbanistico

Claudio Strinati

Tenere lontani gli orrori che uccidono la nostra storia e i nostri polmoni verdi è un dovere.

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