Ddl terrorismo: Governo Renzi battuto al Senato con i voti di Verdini

Voto unioni civili in Senato

Oggi è caos a Palazzo Madama, segno che il voto delle amministrative sta mettendo sempre più in difficoltà Matteo Renzi. In prima battuta, la maggioranza è andata sotto su un emendamento al ddl inerante alla ratifica di accordi internazionali in materia di contrasto al terrorismo. Successivamente, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha sospeso i lavori per la mancanza del numero legale. Dunqu, l'esame del provvedimento è procrastinato ad altra seduta.

L'emendamento, presentato dal senatore Giacomo Caliendo di Forza Italia, prevede che la pena per atti di terrorismo nucleare non sia inferiore a 15 anni, mentre nel ddl la reclusione prevista andava da 6 a 12 anni. I voti a sostegno della proposta di modifica sono stati 102, i contrari 92 e gli astenuti 4. Con le opposizioni hanno votato anche i verdiniani di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala) e Area Popolare (Ap).

Ovviamente la giornata di oggi al Senato non poteva non scatenare la polemica. Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, dice quello che in molti pensano. Secondo l'esponente azzurro, Denis Verdini, prima della direzione nazionale del Partito Democratico di venerdì, avrebbe voluto mandare un messaggio preciso al premier. E su Twitter parla di "pizzino".


Verdini non replica. A parlare per lui è il senatore Ciro Falanga, che alle agenzie rende noto che non c'era nessun secondo fine nel voto oiderno: "il voto non ha un significato politico, semplicemente su quel tema non eravamo d'accordo con il governo e con la maggioranza".

Durante i lavori, però, la tensione tra democratici e transfughi del centrodestra è forte. Il capogruppo Pd, Luigi Zanda, usa parole molto forti a riguardo: "si tratta di un’evidentissima manovra politica che non ha niente a che vedere con il contenuto dell’emendamento. Non è la prima volta che questioni in provvedimenti passati all’esame della commissione Giustizia, che vengono non trattate o trattate marginalmente, sono poi sollevate in aula. Ma allora le commissioni che ce le abbiamo a fare?".

Intanto nel Pd tutto si rimescola. Romano Prodi e Massimo D'Alema hanno già criticato pesantemente il premier. Ma anche alcuni (ex) renziani, come Matteo Richetti e Emanauele Fiano, chiedono un cambio nelle politiche del governo o almeno nella gestione del partito. Oggi si è aggiunto al coro dei critici anche il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. "il voto ci dice una cosa chiara: nella mia città, che non è l’ultimo borgo d’Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito".

Dalle dimissioni di Matteo Orfini alle modifiche all'Italicum, sono tanti i temi in ballo. Cosa farà Renzi? Sono in molti a chiederselo. Tra questi, anche Verdini.

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