Milano e la questione inquinamento: quando la politica è paralizzata


Come riferiscono i colleghi di 02blog, ieri la città di Milano si è fregiata di un nuovo record: l'(ex) capitale economica del paese è infatti la prima città in Europa ad esaurire il limite di quest'anno di 35 giorni oltre la soglia per le polveri sottili fissato dell'UE, dopo solo 55 giorni dal 1° gennaio. Si tratta della quinta volta in 5 anni che questo accade.

Diventa perciò sempre più concreta la minaccia da parte dell'Unione Europea di una multa di ben 12 milioni di euro. Brutte notizie per la città e per il suo sindaco, Letizia Moratti, che alla tassa per l'ingresso in auto in centro aveva dato un nome che è tutto un monumento alle buone intenzioni: "Ecopass".

La verità è che, anche se Ecopass qualche risultato buono l'ha raggiunto, una misura di questo tipo è da sola assolutamente insufficiente a risolvere il problema. I polmoni dei milanesi sono perciò vittime, più di ogni altra cosa, dell'inerzia e della mancanza di coraggio politico dei loro rappresentanti.

Nessuno infatti, dalle parti di Palazzo Marino, sembra essere in grado di assumersi la responsabilità di scelte altamente impopolari come l'estensione di Ecopass alla circonvallazione esterna, o il ritiro dell'esenzione dei veicoli Euro 4. I prospettati miglioramenti del trasporto pubblico, intanto, sembrano essere rimandati una volta di più alle calende greche, complice anche il Governo, restio a scucire i soldi per le nuove metropolitane.

Ancora meno probabile che qualcuno trovi il coraggio per affrontare di petto le fonti di PM10 non legate alla mobilità, come il riscaldamento delle abitazioni. Si calcola ad esempio che quasi il 9% delle polveri sottili sia prodotto dai riscaldamenti a legna nelle villette unifamiliari di zone come la Brianza.

Per avere un esempio di quanto manchi di autorità e decisione il governo della seconda città d'Italia, basta considerare questo episodio di qualche mese fa: la realizzazione di piste ciclabili nel centro cittadino, fiore all'occhiello del programma della Moratti, è stata rallentata e messa sotto tutela dagli assessori più vicini alle lobby pro-auto, perché avrebbe inevitabilmente comportato una riduzione dei parcheggi disponibili all'interno della cerchia dei Bastioni.

Una giunta che non è in grado di togliere qualche parcheggio dalle strade di un congestionatissimo centro medievale, certo non sarà capace di prendere quelle misure che servono per affrontare con la dovuta decisione il più generale problema dell'inquinamento. E non è una questione di parte politica: ben difficilmente un ipotetica amministrazione di centrosinistra saprebbe mostrare più decisione.

La vicenda si svolge a Milano, ma non potrebbe essere più tipicamente italiana: pur di non inimicarsi l'opinione pubblica e rischiare di perdere qualche voto (o l'appoggio di qualche gruppo di pressione come i commercianti), si preferisce subire il salasso di una multa di 12 milioni di euro, che comporterà inevitabilmente un taglio nei servizi ai cittadini, o nei progetti per la famigerata Expo 2015.

Questa vicenda (ma se ne potrebbero citare molte altre), mostra una cosa: a livello locale, così come a quello nazionale, si sente la grande mancanza di politici in grado di dimostrare che governano non solo allo scopo di massimizzare il consenso ed essere rieletti, ma anche per risolvere i problemi del nostro paese. Che, ahinoi, sono tanti.

Foto: keepwaddling1, Flickr.

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