Usa 2016, Trump condanna la globalizzazione. E attacca Clinton : "sostenuta da chi ha corrotto il sistema"

"È tempo di dichiarare ancora una volta l'indipendenza economica degli Stati Uniti", ha dichiarato ieri in Pennsylvania Donald Trump, parlando ai lavoratori dell'Alumisource, azienda attiva nel settore dell'alluminio e dell'acciaio. Così il candidato repubblicano alla Casa Bianca, dopo il piccolo crollo nei sondaggi, torna a cercare i consensi della working class (di "razza" bianca), attaccando la globalizzazione economica sostenuta dalle élite finanziarie.

Come riportano i maggiori media statunitensi, il tycoon newyorchese ha scaldato i cuori dei partecipanti prendendo di mira i "politicanti", colpevoli di aver svenduto l'american dream. Ecco cosa ha detto nello scpecifico Trump:

"La classe politica ha perseguito con violenza una politica di globalizzazione, spostando i nostri posti di lavoro, il nostro patrimonio e le nostre fabbriche in Messico e all'estero [...] la globalizzazione ha creato l'élite finanziaria che fa donazioni ai politici molto, molto ricchi. Odio dirlo, ma ne facevo parte"

Il magnate, che gioca a fare la parte del paladino degli interessi della classe medio bassa colpita dalla crisi economica, si è riferito indirettamente anche alla fondazione che fa capo alla sua rivale Hillary Clinton e al marito Bill. Ricordiamo, a tale riguardo, che l'ente è finito al centro delle polemiche per mancanza di trasparenza nella dichiarazione dei contributi percepiti. Dietro l'ex segretario di Stato, ha aggiunto Trump, ci sono tutti quelli che "hanno corrotto il sistema".

L'esponente repubblicano ha precisato che per "rendere l'America nuovamente ricca" bisogna rigettare il multilateralismo degli accordi di libero scambio. Nella sua visione, il Trans-Pacific Partnership (l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti e 11 nazioni del Pacifico) e il North American Free Trade Agreement sono da rimettere radicalmente in questione. E, in passato, si era detto contrario anche al Transatlantic Trade and Investment Partnership con l'Unione Europea. Per Trump, in sostanza, bisogna tornare ad una politica di intese bilaterali.

Clinton, per parte sua, prova a prendersi i voti di Bernie Sanders, che da sinistra ha attaccato anche lui l'economica finanziaria parassitaria durante la sua campagna per le primarie. Per questa ragione, l'esponente democratica ha tenuto, lunedì scorso, un comizio in Ohio insieme alla senatrice anti-Wall Street Elizabeth Warren. Inoltre, ieri, ha risposto alle accuse del suo competitor, pubblicando su Twitter la foto di una t-shirt a marchio Donald Trump prodotta in Bangladesh.


Non ha reagito bene alle parole di Trump nemmeno la Chamber of commerce, che tradizionalmente appoggia i repubblicani. La Camera di commercio americana ha fatto sapere che le idee del magnate porterebbero il paese in recessione e al crollo dei posti di lavoro.


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