Austria: il ballottaggio presidenziale è da rifare

La vittoria dell'ecologista Alexander Van der Bellen sull'estrema destra di Norbert Hofer non sarebbe stata regolare.

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Dopo che tutta Europa aveva tirato un sospiro di sollievo, adesso - a pochi giorni dalla Brexit - torna più forte di prima la preoccupazione che un estremista di destra come Norbert Hofer possa conquistare la presidenza austriaca. Lo scorso 22 maggio il pericolo era stato scampato per un pelo, grazie alla vittoria del verde Alexander Van der Bellen.

La vittoria, però, era avvenuta per un pelo: solo 30mila voti di differenza e 50,3% conquistato da der Bellen. A contare erano stati soprattutto i voti spediti per corrispondenza dall'estero, che gli avevano regalato una vittoria che, prima che venissero aperte le buste con i voti degli austriaci all'estero, sembrava sfumata.

Il partito di ultradestra austriaco aveva però presentato ricorso, che oggi è stato accolto dalla Corte Costituzionale. Ci sarebbero state delle irregolarità nel voto: lo scrutinio dei voti per corrispondenza sarebbe iniziato prima che i funzionari della commissione elettorale arrivassero. Inoltre, allo spoglio avrebbero preso parte persone non autorizzate. Infine, secondo i nazionalisti, al voto avrebbero partecipato ragazzi di età inferiore ai 16 anni e stranieri.

Le schede votate o scrutinate in maniera irregolare sarebbero circa 78mila, quindi superiori al margine di distacco tra i due contendenti. E adesso, la gara, va rifatta. La data più probabile sembra essere quella del 18 settembre prossimo. La vera domanda, però, è: riuscirà Van der Bellen a riconquistare una risicatissima vittoria, o l'Austria finirà nelle mani della destra xenofoba e anti-europea di Hofer? A una settimana dalla Brexit, c'è anche da capire in che modo l'amplissimo discorso che ne è seguito possa influire sul voto.

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