Ue: Merkel vuole dimissionare Juncker?

Dopo il referendum sulla Brexit, nell'ambito dell'Unione Europea si è aperta una spaccatura profonda tra Commissione europea e governo tedesco. Angela Merkel non ha affatto gradito le reazioni di Jean-Claude Juncker al voto nel Regno Unito. Per Berlino, in questo momento, forzare i tempi dell'uscita di Londra e occuparsi di rafforzare l'integrazione è un approccio errato, anzi da combattere.

Le avvisaglie della rottura sono arrivate già il 3 luglio scorso, quando il Sunday Times ha ripreso le dichiarazioni di un ministro tedesco che è rimasto anonimo. Il politico ha riferito che la Cancelliera ha intenzione di cacciare il presidente della Commissione "nel giro di un anno".

Merkel, dopo il "terremoto" della Brexit, non ha intenzione di seguire il politico lussemburghese sulla linea del "più Europa". Linea che, a suo avviso, ha compromesso anche i rapporti con Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Berlino ora vuole un maggiore pragmatismo e accordi intergovernativi tra Stati che possano rispondere alla crisi, soprattutto a quella bancaria.

Sulla stessa lunghezza d'onda della Merkel, il ministro delle Finanza tedesco Wolfgang Schaeuble, che non ha risparmiato un paio di stoccate a Juncker. In un'intervista di due giorni fa al Die Welt ha dichiarato: "se non tutti i 27 vogliono mettersi insieme dall'inizio, allora inizieremo con pochi. Se la Commissione non ne fa parte, allora prenderemo le questioni nelle nostre mani e risolveremo i problemi fra i governi".

Ma non è finita qui, Schaeuble ha accusato apertamente di incapacità Juncker: "l'insoddisfazione di molte persone nei confronti della Ue è per il mancato rispetto delle regole, anche da parte della Commissione Ue nella sua risposta alla crisi del debito Sovrano".

Juncker, per parte sua, ha già smentito le voci intorno alle sue presunte dimissioni: "Non sono stanco né malato come invece sostengono alcuni giornali tedeschi", ha detto nei giorni scorsi agli eurodeputati.

Inoltre, il presidente della Commissione continua a sostenere l'idea che nel più breve tempo possibile il Regno Unito debba sedersi ad un tavolo e trattare un percorso di uscita dall'Unione. Tale ipotesi, secondo Bloomberg, è fermamente respinta da Merkel, che è convinta della necessità di un iter più lento e ragionato.

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