Ue, quote migranti e profughi: l'Ungheria convoca un referendum il prossimo 2 ottobre

orban.jpg

Il presidente dell'Ungheria, Janes Ader, ha annunciato ieri, martedì 5 luglio, un referendum. La consultazione, che si terrà il prossimo 2 ottobre, chiederà ai cittadini magiari di accettare o rifiutare le quote di trasferimento di profughi e migranti stabilite dall'Unione Europea. Misura, questa, a cui il governo presieduto dal nazionalconservatore Viktor Orban si è sempre opposto.

C'è chi già fa notare che il referendum ha una dubbio valore legale, visto che le quote di ripartizione sono state decise a maggioranza qualificata dai Ventotto dell'esecutivo Ue. Tuttavia, Orban, che è impegnato a consolidare il suo già vasto consenso, ha voluto a tutti i costi la consultazione. E la vittoria del "no" appare già scontata.

Il quesito referendario recita: "Volete che l'Unione Europea, anche senza consultare il Parlamento ungherese, prescriva l'immigrazione in Ungheria di persone che non sono cittadini ungheresi?". La strutturazione del quesito sembra studiata apposta per mobilitare il vasto sentimento anti-immigrazione diffuso nel paese, che ha già consentito al premier, durante la scorsa estate, di far costruire una barriera di filo spinato sulla frontiera serba (poi prolungata su quella croata).

Bruxelles, in caso di vittoria del "no", non sarà vincolata a prendere in considerazione l'esito del voto. Tuttavia, l'obiettivo di Budapest è di mandare un messaggio chiaro ai partner europei: le questioni sull'immigrazione vanno prese a livello nazionale. E a seguire l'esempio ungherese potrebbero essere la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovacchia. Tutti paesi membri, insieme all'Ungheria, del gruppo di cooperazione regionale Visegrad.

Ricordiamo che lo scorso anno la Ue ha deciso di suddividere 160 mila profughi presenti in Grecia e Italia. Per i Ventotto, Budapest avrebbe dovuto ospitarne circa 2300, ma Orban si è opposto e ha inoltrato denuncia alla Corte europea di giustizia contro il piano di ripartizione.

Intanto sempre nella giornata di ieri, Gyoergy Bakondi, consigliere per la sicurezza interna del capo del governo, ha annunciato che in Ungheria è entrata in vigore l'espulsione immediata per gli immigrati irregolari. Tale procedura non contempla l'esame di eventuali richieste di asilo: i migranti saranno immediatamente "accompagnati" alla frontiera.

Dopo il referendum sulla Brexit, la consultazione magiara di ottobre rischia di indebolire ulteriormente la coesione continentale. Per il momento da Bruxelles non ci sono state reazioni importanti, mentre a Berlino riprende quota l'idea di "un'Europa a due velocità".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO