Turchia, chi è Fethullah Gulen: l'uomo che secondo Erdogan ha orchestrato il colpo di Stato

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Il colpo di Stato in Turchia della scorsa notte è fallito. Il presidente Recep Tayyip Erdogan è tornato ad Istanbul verso le 3.00 e fonti locali affermano che sono stati arrestati più di 1500 militari. Secondo le prime indiscrezioni, per il governo di Ankara, il responsabile di quanto avvenuto nel paese ha già un nome: Fetullah Gulen, predicatore e politologo turco, capo del movimento Hizmet ("Il servizio").

Come sottolinea il Guardian, Gullen vive in esilio volontario in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Il suo movimento religioso è estremamente politicizzato: un think tank che cerca di inserirsi nella diatriba tra laicisti e islamici conservatori. Il predicatore non si oppone alla scienza, pur essendo creazionista, è favorevole alla coesistenza pacifica tra diverse civiltà e rivendica un ruolo guida della Turchia nel mondo musulmano.

Hizmet gestisce associazioni professionali, studentesche, charity, scuole, università, aziende, radio, televisioni e quotidiani. In particolare, nel mondo dei media turchi molti suoi uomini occupano posizioni chiave. La forza del movimento però è soprattutto il numero dei suoi seguaci: migliaia di attivisti e una cerchia di simpatizzanti stimata tra 4 e 5 milioni di persone.

Un tempo con Erdogan era in buoni rapporti. Ma a partire dal 1999, anno in cui Gulen ha lasciato la Turchia, le relazioni tra i due hanno incominciato ad incrinarsi. La rottura definitiva ha avuto luogo in occasione dell'inchiesta per corruzione che ha travolto il governo di Ankara nel 2013. Il predicatore non ha risparmiato severe critiche alle autorità del suo paese.

Per Erdogan, Gulen è a capo di un vero e proprio “stato parallelo”, in cui sarebbero implicati politici, militari e giornalisti influenti. Come riporta sempre il Guardian, un avvocato del governo turco, Robert Amsterdam, ha detto che ci sono "indicazioni di coinvolgimento diretto" degli uomini di Hizmet nel golpe. Ed ha aggiunto che gli Stati Uniti sono già stati avvertiti della minaccia rappresentata dal predicatore. Ricordiamo, a tale riguardo, che l'agenzia di intelligence turca Mit ha accusato in passato Gulen di essere un agente della Cia.

L'Alleanza per i Valori Condivisi, costola di Hizmet negli Usa, si è affrettata a negare qualsiasi coinvolgimento nel colpo di Stato, definendo certe insinuazioni "altamente irresponsabili".

Ieri, la stampa ha cercato di intervistare Gulen, a Saylorsburg, cittadina che ospita la sua comunità. Tuttavia, le guardie di sicurezza hanno negato la presenza del leader in sede e hanno invitato i giornalisti a tornare nella giornata di oggi.

Credit Photo | Youtube

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