Brexit, Boris Johnson: "Uscire da UE non significa lasciare l'Europa"

Le conseguenze della Brexit e il nuovo disegno europeo che si deelinerà con l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea continuano ad animare il dibattito politico inglese, sopratutto dopo il cambio di governo e le chiacchieratissime nomine del neo-premier Theresa May, che ha scelto l'ex sindaco di Londra Boris Johnson come ministro degli Esteri.

E proprio Johnson, arrivato in ritardo alla prima riunione con i capi delle diplomazie degli altri 27 paesi Ue a Bruxelles, sullo sfondo della strage di Nizza e del fallito golpe in Turchia, ha detto la sua circa il futuro del Regno, creando ulteriore confusione:

"Dobbiamo rispettare la volontà del popolo e lasciare l'Unione europea ma questo in ogni caso non significa che stiamo lasciando l'Europa e non abbandoneremo comunque il nostro ruolo dirigente nella cooperazione europea [...] Ho avuto una conversazione molto proficua con l'Alto rappresentante Mogherini e anche lei era d'accordo sul fatto che la Gran Bretagna debba continuare a recitare il suo ruolo [...] D'altra parte, quando si valutano gli argomenti all'ordine del giorno con i terribili eventi verificatisi a Nizza e in Turchia e la necessità di cooperare a stretto contatto, non può sfuggire l'importanza del ruolo britannico"

ha dichiarato Johnson. Ciò che preoccupa maggiormente gli osservatori dell'Unione Europea e gli analisti, molto meno la politica UE, sono i numerosi tavoli che si creeranno per trattare l'uscita del Regno dall'Unione: come detto anche da Emma Bonino in un'intervista a Rai News sabato scorso fu uno spreco di energie e risorse già l'uscita della Groenlandia dall'UE ("4 pesci e 4 pescatori"), processo che assorbì per mesi tutte le attenzioni della burocrazia europea. Immaginare ciò che potrebbe succedere con l'uscita inglese è davvero preoccupante.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO