Boschi mette insieme lotta al terrorismo e sì al referendum. Sinistra Italiana: "Strumentalizzazione clamorosa"

boschi-e1468850509156.jpg Non potevano mancare le polemiche politiche in seguito all'ultima uscita del ministro Maria Elena Boschi. Il membro del governo Renzi era ieri a Termoli (Campobasso) in un evento per promuovere il Sì al referendum costituzionale.

Boschi ha rilasciato ai giornalisti una lunga dichiarazione in cui ha messo insieme il terrorismo internazionale, i fatti di Nizza, la crescita economica, i flussi migratori, la credibilità dell'Italia e - appunto - il "sì" al referendum. Ecco le parole pronunciate dal ministro Boschi:

"Sicuramente abbiamo bisogno di un'Europa che sia più forte e di un'Europa soprattutto che sia in grado di rispondere insieme unita anche al terrorismo internazionale, all'instabilità che può venire da tanti fattori - purtroppo abbiamo visto anche nei fatti tragici di Nizza - le sfide della crescita economica, le sfide della integrazione e della gestione dei flussi migratori in arrivo nel nostro Continente. Per far questo però abbiamo bisogno anche di un'Italia più forte dentro l'Europa. Di un'Italia che sia credibile, affidabile come lo è stata in questi ultimi due anni grazie al lavoro del nostro governo. E per avere un'Italia più forte però abbiamo bisogno di una nuova Costituzione che ci consenta maggiore stabilità, maggiore semplicità e uno Stato che funziona meglio. In questo senso dire sì al referendum, dire sì alle riforme dà anche al nostro Paese la possibilità di essere più moderno e più credibile".

Tra le reazioni si segnala, oggi, quella di Arturo Scotto (Sinistra Italiana): "Nella partita importantissima del referendum occorre togliere di mezzo tutte le strumentalizzazioni, e quella fatta dal ministro Boschi ci sembra la più clamorosa".

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