Legge elettorale: la minoranza Pd propone il "Bersanellum"

Italian former secretary of the Democratic Party (PD) Pier Luigi Bersani (C) in the Italian Parliament in Rome on January 30, 2015, during the second day of vote for the election of a new president, after Napolitano resigned on January 14. Italian Prime Minister Matteo Renzi backed a little-known Constitutional Court judge, whose brother was slain by the mafia, to be Italy's next president. White-haired Sicilian Sergio Mattarella, 73, will be supported by Renzi's ruling Democratic Party in a multi-round election to produce a successor to the recently retired Giorgio Napolitano on January 31, the premier said ahead of an inconclusive first vote.        AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Ieri, presso la Camera dei deputati, l'ex capogruppo Pd Roberto Speranza, il deputato Andrea Giorgis e il senatore Federico Fornaro hanno presentato una proposta di legge elettorale alternativa all'Italicum. La minoranza del Partito Democratico ha scelto di farlo a ridosso delle vacanze estive, prima che il dibattito politico sia completamente fagocitato dal referendum. La norma è stata battezzata, in onore di Pierluigi Bersani, il "Bersanellum".

La proposta si presenta come un nuovo tentativo di un'inversione di rotta rispetto alla riforma voluta da Matteo Renzi. Ma è anche un'apertura al premier, visto che su alcuni punti lascia aperte possibili integrazioni e che è inerente alla sola Camera. Dunque, la fine del bicameralismo perfetto non è messo in discussione.

Il Bersanellum contempla, a differenza dell'Italicum, che vengano ristabiliti i collegi uninominali più piccoli, un premio di maggioranza alla lista/coalizione che ottiene più consensi e uno anche alla lista/coalizione che arriva seconda. Inoltre, è presente un tetto al premio di maggioranza: non oltre 350 deputati.

Nello specifico, la norma propone di eleggere 475 deputati in collegi uninominali a turno unico e 12 all'estero con il proporzionale. Dei rimanenti 143 seggi, 90 dovrebbero essere assegnati alla lista o coalizione che prende più voti, 30 alla seconda, 23 ripartiti con criterio proporzionale tra quelle forze che superano il 2% con meno di 20 eletti nei collegi uninominali.

Fornaro, come riporta il quotidiano Repubblica, ha rimarcato che il "premio di governabilità, espresso in quota fissa" farà in modo che chi vince non potrà andare oltre i 350 seggi, con premio di governabilità di massimo 90 seggi. Il premio tenderà a diminuire in rapporto all'affermazione del vincitore, l'importante è non superare la soglia di 350. Gli altri pacchetti di 30 e di 23 saranno formati dai "migliori perdenti" nei collegi uninominali sulla base di una graduatoria nazionale.

Nella norma, i collegi sono in totale 475, ma andrebbero fissati sulla base dell'ultimo censimento e sarebbero composti da 126mila abitanti, e non più da 600mila come stabilito dall'Italicum. Evidenziamo, infine, che tutti i deputati sarebbero scelti dai cittadini, sia quelli eletti nei 575 collegi uninominali sia quelli assegnati attraverso i tre premi.

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