Terrorismo, Europol: "Nessuna prova che ci sia Isis dietro gli ultimi attacchi"

Non ci sono prove a suffragare la tesi che gli ultimi attacchi terroristici che hanno inorridito l'occidente siano realmente stati commissionati dall'Isis, il sedicente Stato Islamico: insomma, se Isis è ovunque allora Isis è da nessuna parte.

Con questa massima si potrebbe riassumere quanto espresso in un'analisi pubblicata da Europol (Ufficio di Polizia europeo) relativa al terrorismo in Europa e, in particolare, agli attacchi da parte di "lupi solitari": secondo Europol negli ultimi attacchi terroristici, non solo in UE ma anche negli Stati Uniti, Isis c'entrerebbe ben poco.

"Sebbene l'Isis abbia rivendicato gli attacchi di Orlando, Magnaville, Nizza e Wurzburg, nessuno dei 4 sembra essere stato pianificato, logisticamente sostenuto o eseguito direttamente dall'Isis"

Insomma, la rivendicazione non fa la paternità e questo elemento è fondamentale per comprendere le dinamiche internazionali recenti. I cosiddetti "lupi solitari", singoli o piccolissimi gruppi che hanno portato a compimento alcuni atti di follia come la strage di Nizza, sono persone nel cui profilo psicologico viene spesso sottolineata la presenza di diversi "problemi mentali" che non bisogna trascurare in alcun modo nella narrazione di questi episodi.

Difficile credere a chi afferma "sono un soldato dell'Isis" se poi si scopre che costui in moschea non ci andava mai, la barba la portava da un paio di settimane e l'ultima porzione di birra e salsicce di maiale se l'è ingurgitata la sera stessa del massacro.

Tuttavia quello degli psicotici che si improvvisano mujaheddin è un problema comunque complesso per la sicurezza europea, che va affrontato per quello che è: la psicosi, unita alla religione o all'ideologia, è un cocktail bestiale potenzialmente mortale e in questo senso le attività di polizia ed intelligence debbono innalzare di molto il livello di attenzione. In quest'ottica, quando la stessa Europol scrive che altri ttacchi terroristici con modalità simili a quelle utilizzate a Parigi il 13 novembre 2015 "potrebbero essere effettuati ancora nell'Unione Europea nel prossimo futuro" lo fa per lanciare un monito vero ai governi europei.

Le falle sono assolutamente evidenti: da novembre in Francia vige lo stato d'emergenza, prorogato la mattina del 20 luglio 2016 di altri sei mesi, ma questo non ha impedito che venissero realizzate nuove carneficine come a Nizza. Ed è proprio l'attentato a Nizza ad essere il cold-case enunciato nel rapporto di Europol:

"Non c'è prova che suggerisca che l'attentatore si considerasse un membro dello Stato islamico [...] Si sarebbe radicalizzato in un periodo molto breve e che avrebbe usato propaganda jihadista nei giorni precedenti l'attacco"

Quindi bisogna fare ordine e fermarsi a capire. Non tutti gli attacchi sono veramente di Isis, nonostante Isis li rivendichi (spesso con giorni di ritardo), ma buona parte degli attentatori dicono di essere soldati di Isis, o affiliati a Isis o ispirati dal gruppo islamista. E in tal senso occorre sempre utilizzare i termini adatti: spesso le parole chiave si perdono nelle traduzioni dall'arabo all'inglese o al francese e da qui al perpetrare dell'errore all'infinito in tutte le lingue del mondo il passo è assai breve.

La narrazione dei fatti di quanto sta succedendo in Europa e nel mondo è fondamentale nella comprensione delle cose: il rapporto di Europol scrive chiaramente che l'Europa è in pericolo, enunciando nuovi rischi di attentati, ma anche che la comprensione delle dinamiche di quelli passati facilita la risposta in termini di sicurezza e in termini sociali a tali atti di barbarie.

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