Usa 2016, Repubblicani divisi: Ted Cruz rifiuta l'endorsement a Donald Trump

Donald Trump ha ricevuto, come era nelle previsioni, la nomination repubblicana alla convention di di Cleveland, ma il partito dell'elefantino è ancora fortemente diviso. Così diviso che Ted Cruz, che si era candidato alle primarie contro il tycoon newyorchese, ha scelto di non sostenerlo per la corsa alla Casa Bianca. E una scelta del genere è abbastanza inusuale nella storia della politica statunitense.

Cruz è arrivato sul palco della convention accolto da un'ovazione. Alla fine del suo discorso, però, se ne è andato accompagnato da una bordata di fischi assordanti. "Mi congratulo con Trump per la nomination", ha detto sul palco del Quicken Loans Arena. Ma, a differenza di Marco Rubio, altro partecipante alle primarie repubblicane, non ha voluto dare il suo "endorsement" al magnate. Ed ha anche invitato i delegati a "votare secondo coscienza" e a rimanere saldi nei loro principi.

Trump, per parte sua, ha subito commentato che il senatore texano non ha mantenuto le promesse. Tuttavia ha precisato che non è un grave problema il suo mancato appoggio.


La mossa di Cruz appare più di facciata che di sostanza. Il politico repubblicano infatti, pur rimanendo nel perimetro del politically correct, non ha un programma molto differente da quello di Trump. Anche lui pretende una stretta sull'immigrazione, vuole costruire un muro al confine con il Messico, sostiene un atteggiamento più attivo contro il jihadismo in Medio Oriente, è contrario all'accordo sul nucleare con Teheran e propone di abbassare la pressione fiscale.

Forze Cruz pensa già al futuro: ad una possibile candidatura contro Hillary Clinton fra quattro anni. E per questa ragione ha scelto di opporsi Trump, che a livello internazionale, soprattutto in Europa, viene considerato come un problema.

Intanto Trump e il suo staff continuano a spendersi in operazioni di propaganda demagogica, a colpi di dichiarazioni forti. A tale riguardo, Al Baldasaro, consigliere del tycoon, ha detto proprio ieri che Clinton "dovrebbe essere portata davanti a un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento".

L'unica mossa che Trump ha fatto per tenere unito il partito è la scelta del conservatore sociale, Mike Pence, alla vicepresidenza. Il governatore è un "moderato", capace di convincere quella parte di elettorato che alle prossime elezioni si sente inevitabilmente orfana di un candidato alla Casa Bianca con un profilo accettabile.

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