Siria, amnistia firmata da Assad per chi depone le armi

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha offerto l'amnistia e il perdono per tutti quei combattenti ribelli che si arrenderanno alle autorità siriane e deporranno le armi da qui a tre mesi.

A riferire tale informazione sono stati i media di Stato siriani proprio questa mattina, giovedì 28 luglio, proprio mentre le forze repubblicane sono ancora alle prese con la difficile liberazione di Aleppo dai ribelli. La città è considerata una vera e propria roccaforte ribelle entro la quale sono imprigionati 250.000 civili ma nei mesi scorsi diversi quartieri sono stati controllati, e poi riconquistati, anche da diversi gruppi islamisti quaedisti come il Fronte al Nusra. La proposta di amnistia da parte del governo di Damasco arriva a poche ore dell'assestamento della situazione di stallo militare proprio ad Aleppo, dove l'esercito della Repubblica Araba e la Russia avrebbero accerchiato completamente tutte le postazioni ribelli sul campo.

Secondo quanto ha fatto sapere la Russia invece tra pochi giorni saranno aperti tre corridoi umanitari, protetti sia dai russi che dai lealisti ad Assad, per permettere ai civili e ai ribelli in resa di uscire in sicurezza dalla città.

Secondo l'agenzia stampa statale SANA Assad ha firmato, questa mattina, un decreto di amnistia nel quale sollecita anche la liberazione immediata di tutti i detenuti ribelli, che saranno esentati dalla pena se si pentiranno nei prossimi 30 giorni.

Una pioggia di volantini dal cielo, annuncianti il decreto di amnsitia, sono stati lanciati su Aleppo per offrire il perdono presidenziale.

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