Libia: raid Usa contro l'Isis. Obama interviene su richiesta di Sarraj

Nella giornata di ieri, lunedì 1 agosto, sono partiti una serie di raid in Libia da parte degli Stati Uniti. L'obiettivo americano è quello di bombardare Sirte, roccaforte dello jihadismo legato allo Stato Islamico, per consentire l'avanzata dell'esercito regolare di Tripoli. La richiesta di intervento è venuta direttamente dal Consiglio presidenziale di Fayez al-Sarraj e Barack Obama ha dato il suo assenso.

"Su richiesta del governo libico di unità nazionale, l'esercito degli Stati Uniti oggi ha mosso attacchi aerei di precisione contro obiettivi dell'Isis a Sirte", ha annunciato il portavoce del Dipartimento della Difesa, Peter Cook. L'operazione denominata Odyssey Lighting è stata condotta con droni ed elicotteri Apache. A rivelarlo sono fonti libiche.

L'intervento è destinato a durare giorni. Tuttavia, a Washington, l'intenzione è quella di chiudere in tempi brevi, con la riconquista del distretto di Sirte dove fino ad oggi l'esercito di Tripoli non è riuscito a penetrare. "Si tratta di operazioni in linea con l’approccio degli Stati Uniti nel combattere l’Isis lavorando di concerto con forze locali", ha aggiunto il Pentagono.

Operazioni simili sono già state sperimentate nella zona di Sabrata, ad Ovest di Tripoli, dove si era radicata la colonna tunisina al comando di Nouredinne Chouchane. Tuttavia, l'offensiva su Sirte potrebbe essere più ampia, anche alla luce della presenza nel Golfo dell’unità di assalto anfibio Wasp. A bordo ci sono uomini del 22° "Marine Expeditionary Unit" e un velivolo AV-8B Harrier.

Il primo ministro libico Serraj ha annunciato alla televisione nazionale che l'attacco di lunedì ha causato "perdite pesanti" tra le fila nemiche. Secondo la Reuters, nella battaglia per la riconquista di Sirte sono già stati uccisi 280 soldati governativi (i feriti sarebbero più di 1.500). Gli Stati Uniti recentemente hanno rimarcato che in Libia hanno combattuto fino a 6 mila miliziani islamisti, ma ora la loro spinta si è notevolmente ridotta.

Le forze regolari libiche hanno lanciato un'operazione in maggio per recuperare Sirte. La città natale del defunto dittatore Muammar Gheddafi, che si trova a 450 chilometri a est di Tripoli, è controllata dai jihadisti dal giugno 2015.

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