Siria, la guerra si decide ad Aleppo

È guerra ad Aleppo dove le forze ribelli hanno lanciato una controffensiva per rovesciare la situazione che vede 300mila civili sotto assedio. A lanciare l’attacco è stato il gruppo di Ahrar al-Sham, una formazione finanziata da Turchia ed Arabia Saudita: due camion kamikaze hanno sfondato le linee governative sulla strada che collega Aleppo ad Hama e Damasco, con l’obiettivo di recidere i rifornimenti per le truppe di Assad.

Intanto una settimana fa Al-Nusra si è sganciata da Al-Qaeda e ha cambiato il suo nome in Jabhat fatah al sham per unirsi alla colazione dei “moderati” formata da Jaysh al-Islam (appoggiata dai sauditi) e dal Free Syrian Army (sostenuta dall’Occidente). Anche l’Isis – in conflitto con le forze ribelli moderate – ha partecipato al contrattacco.

Il 1° agosto è stato abbattuto un elicottero russo con a bordo cinque persone che avevano appena portato aiuti umanitari ai civili di Aleppo.

La controffensiva dei ribelli ad Aleppo appare come decisiva per il conflitto. Nelle ultime settimane la zona orientale e zone periferiche della città sono state colpite dall’esercito lealista: fra gli obiettivi ci sono stati anche ospedali e scuole. Secondo alcune fonti locali sarebbero state utilizzate anche bombe al fosforo. Medici senza frontiere ha detto che quattro ospedali di Aleppo sono stati bombardati nell’ultima settimana.

Da quando la notte del 31 luglio è stata lanciata la controffensiva dei ribelli, molti sostenitori dell’opposizione a Bashar al-Assad hanno dato il proprio contributo bruciando pneumatici in modo da rendere difficoltosa la visibilità agli aerei dell’esercito lealista.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani si tratta della più importante offensiva militare dell’opposizione contro le forze filogovernative.

L’Alto commissariato per i negoziati (Hnc) che rappresenta l’opposizione nei colloqui di pace mediato da Usa, Russia e Nazioni Unite accusa Mosca di voler deportare i civili per spopolare una città nella quale le milizie possono contare sul supporto dei civili.

Quattro anni fa l’opposizione prese il controllo di Aleppo, ora la battaglia che si combatte nella città settentrionale sembra decisiva per le sorti di un conflitto che in cinque anni e mezzo ha cambiato per sempre la storia della Siria e del Vicino e Medio Oriente.

Via | Internazionale | La Stampa

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